Victoria, Australia: Proteste a Melbourne contro il vaccino Covid. La polizia spara proiettili di gomma sulla folla

L'industria delle costruzioni, dopo le proteste fuori dagli uffici CFMEU di Melbourne, è stata costretta ad una battuta d'arresto

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Nella capitale dello stato australiano della costa sudorientale, Victoria, da alcuni giorni si assiste a grandi proteste dei lavoratori edili, che si oppongono alla vaccinazione Covid.

A Melbourne non sono mancati scontri con la polizia che ha anche usato proiettili di gomma per spostare la folla.

I cittadini sono scesi in strada successivamente all’annuncio che confermava il 23 settembre come data ultima per accedere sul luogo di lavoro dimostrando di aver ricevuto almeno una dose di vaccino.

La CFMEU – Australia’s Construction Forestry Mining and Energy Union, che rappresenta oltre 100.000 lavoratori edili, ha immediatamente pubblicato un comunicato, già il primo giorno (20 settembre), dove annunciava la ferma condanna dell’attacco alla loro sede “Victorian Branch”, nonché gli “atti di violenza insensati”. Dai video infatti si vedono persone che prendono a calci le porte d’ingresso della sede spaccandone le vetrate.

La CFMEU ha continuato parlando di pesanti infiltrazioni di “neonazisti e altri gruppi di estrema destra”, chiarisce che “una minoranza di coloro che hanno partecipato erano membri effettivi del sindacato”.

Sede della CFMEU di Melbourne vandalizzata
La sede della CFMEU Victoria di Melbourne vandalizzata

Poi l’ente ha ringraziato i funzionari, i delegati ed i membri di base del sindacato che erano giunti per proteggere il loro ufficio e i loro funzionari. Ma ha porto i ringraziamenti anche ai funzionari e membri di altri sindacati edili e altri sindacati che sono stati solidali con loro.

La CFMEU ha aggiunto ancora di aver notato che un certo numero di persone “ha ricevuto lievi ferite da atti di violenza, compreso il lancio di bottiglie”.

“Il sindacato – leggiamo ancora dalla nota CFMEU – continuerà a difendere i diritti dei suoi membri a lavorare in sicurezza in tutta l’Australia e non saremo intimiditi dal fare il nostro lavoro. Queste non sono azioni di persone che hanno a cuore i loro colleghi di lavoro e il settore edile. Sono le azioni di estremisti o persone manipolate dagli estremisti”.

L’industria delle costruzioni, dopo le proteste fuori dagli uffici CFMEU di Melbourne, è stata costretta ad una battuta d’arresto. Si è proceduto, per il momento, alla chiusura di due settimane (stimata in un costo di oltre 6 miliardi di dollari).

Sede CFMEU proteste lavoratori edili Victoria, Australia

Rebecca Casson, amministratore delegato della Masters Builders Association of Victoria, ha affermato che la decisione del blocco è stata un “colpo amaro” per tutto il settore, inoltre che si tratta di una vera delusione per i lavoratori che erano già completamente vaccinati.

Va detto che l’industria edile e delle costruzioni è la quarta economia più importante dello stato di Victoria, il 46% delle entrate fiscali del Paese infatti arrivano proprio da questo settore (che impiega più di 320.000 abitanti).

Le proteste dei lavoratori contro la vaccinazione Covid sono continuate anche nei giorni successivi però, questa volta la direzione raggiunta dai manifestanti è stata l’area del Santuario della Memoria di Melbourne. La polizia è intervenuta ancora una volta utilizzando proiettili di gomma e spray al peperoncino per disperdere la folla.

La Divisione Costruzione e Generale del CFMEU ha emesso quindi un altro comunicato dove ha condannato l’utilizzo del Santuario da parte della folla manifestante: “Il Santuario commemora coloro che hanno servito il loro Paese nei conflitti armati e in guerra. Queste azioni – scrive il 22 settembre Dave Noonan, Segretario nazionale per le costruzioni CFMEU – non sono supportate dalla stragrande maggioranza dei membri del sindacato nel settore delle costruzioni né dalla comunità australiana. Coloro che hanno occupato il Santuario dovrebbero vergognarsi di se stessi. Dovrebbero riflettere sui sacrifici degli altri e porre fine a queste azioni insensate e distruttive della folla”.

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