Si sospende la sperimentazione del vaccino AstraZeneca sui bambini. Lo comunica l’Università di Oxford che attende un’analisi e maggiori informazioni sui possibili collegamenti tra il farmaco ed episodi di trombosi tra gli adulti.

Così afferma il professor Andrew Pollard: “Sebbene non ci siano preoccupazioni per la sicurezza nella sperimentazione pediatrica, attendiamo ulteriori informazioni dall’MHRA sui rari casi di trombosi e trombocitopenia che sono stati segnalati negli adulti, prima di somministrare altri vaccini”.

Dunque i 300 piccoli (6-17 anni) che loro malgrado si erano fatti avanti, portati dai loro genitori, si sono visti annunciare lo stop alla somministrazione del farmaco.

Il gruppo di ricerca di Oxford aveva iniziato la sperimentazione di fase II a febbraio, appunto con l’arruolamento di 300 volontari. Di questi 240 avrebbero dovuto ricevere il vaccino Covid-19, mentre tutti gli altri un vaccino contro la meningite. Lo studio era finanziato dal National Institute for Health Research e AstraZeneca.

Il ricercatore capo della sperimentazione sul vaccino di Oxford, Andrew Pollard, professore di infezione e immunità pediatrica, aveva dichiarato: “Sebbene la maggior parte dei bambini non sia relativamente affetta dal coronavirus ed è improbabile che si ammali con l’infezione, è importante stabilire la sicurezza e l’immunità risposta al vaccino nei bambini e nei giovani poiché alcuni bambini possono trarre beneficio dalla vaccinazione”

Gli altri studi in corso sui bambini

Pfizer ha arruolato più di 2000 bambini di età compresa tra 12 e 15 anni per una sperimentazione annunciata a ottobre, mentre ne é prevista anche una seconda su bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. Infatti l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, aveva detto in marzo che anche i ragazzi più giovani avrebbero dovuto beneficiare della vaccinazione per il coronavirus in autunno e che i bambini della scuola primaria invece entro la fine dell’anno.

Per quanto riguarda Moderna, il suo vaccino deve essere testato su 3000 giovani di età compresa tra 12 e 17 anni, la metà dei quali avrebbe ricevuto un placebo.

Beate Kampmann ha dichiarato al British Medical Journal che l’inclusione dei bambini nel programma di vaccinazione “è essenzialmente una questione di ruolo nella trasmissione del virus”. Anche perché i bambini “di solito non hanno manifestazioni gravi della malattia, con poche eccezioni, solitamente correlate a comorbidità”, dice la Kampmann.

La direttrice della London School of Hygiene and Tropical Medicine’s Vaccine Centre ha anche aggiunto che più adulti si riescono a proteggere con i vaccini e “meno sarebbe importante la vaccinazione dei bambini”, inoltre che “per ottenere la stessa soppressione della circolazione virale e per ottenere l’immunità della comunità che può quindi sopprimere la trasmissione e l’evoluzione di nuove varianti, potrebbe essere giustificato”.

La la professoressa di infezione e immunità pediatrica ha anche affermato che la vaccinazione ai bambini al di sotto dei 5 anni non sarebbe stata somministrata, ma anche che vanno esclusi “gli effetti collaterali nei bambini”, oltreché va dimostrato che i vaccini “inducono un profilo immunitario simile” a quello che hanno visto negli adulti già altamente protetti.

Noi di theitaliantribune.it restiamo contrari non solo alla sperimentazione sui bambini, ma anche sugli adulti.