Ugo Mattei entra nell’Università di Torino senza green pass: “Lei non ha il potere di fermare fisicamente nessuno”

"Credo che l'Università abbia il potere, anzi il dovere costituzionale di resisterla, perché l'università è un ente autonomo. L'università non è una struttura del ministero. L'università è un cervello pensante della società e deve come tale pensare"

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Torino Ugo Mattei entra nell'Università senza green pass con un gruppo di studenti

Il prof. Ugo Mattei, giurista e attuale candidato sindaco per la città di Torino oggi è entrato nell’Università di Via Verdi, insieme ad un gruppo di studenti, senza il green pass.

No, senza green pass” dice l’addetto sull’uscio delle porte della sede universitaria, tentando di ostacolare civilmente l’ingresso del gruppo.

Il giurista, che nel frattempo avanza all’interno dei locali invitando gli studenti a fare altrettanto e prontamente risponde: “Lei non ha il potere di fermare fisicamente nessuno, ha solo il potere di avvisare le autorità. La circolare parla chiaro. Voi avete solo il potere di avvisare le autorità. Quindi per favore si può entrare. Le autorità poi decideranno quando abbiamo preso posto”.

Con Mattei una quarantina di ragazzi che lo hanno seguito fino al cortile dove poi si sono seduti tutti insieme.

Ugo Mattei università di Torino green pass
Ugo Mattei entra nell’Università di Torino senza green pass

“Questa mattina se non presento un green pass non posso entrare nel mio ufficio a prendere un libro che mi serve per lavorare”, afferma successivamente il candidato sindaco di Torino

“Io penso che quello che è stato fatto oggi – spiega Mattei – sia gravemente discriminatorio dal legislatore perché la condizione della persona vaccinata, dello studente vaccinato, del docente vaccinato o dell’amministrativo vaccinato non è meno pericolosa per la salute degli studenti della posizione dello studente non vaccinato, del docente non vaccinato e dell’amministrativo non vaccinato. Quindi a parità di pericolosità e a parità di possibilità di diffondere l’infezione – cosa che è l’unica ratio che giustificherebbe il green pass – ci vuole una soluzione normativa non discriminatoria. Per cui bisogna studiare un sistema per il quale le persone possono entrare all’università unicamente quando non sono pericolose per sé e per gli altri, e questo vale per tutti, per i vaccinati e per i non vaccinati”.

Ugo Mattei con i suoi studenti all'interno dei locali dell'Università degli Studi di Torino
Ugo Mattei con i suoi studenti all’interno dei locali dell’Università degli Studi di Torino

Mattei propone quindi tamponi a campione, ad esempio uno ogni 10, uno ogni 20, o uno ogni 30, per vedere se una persona è sana non è sana.

Ma il professore specifica che quella proposta “sarebbe una soluzione che va nella direzione proclamata”, cioè che riguarda il fatto che si prendono dei provvedimenti per la salute pubblica.

“Qui invece si introduce una discriminazione del tutto arbitraria – continua Mattei – che il legislatore certamente fa. Io credo che l’Università abbia il potere, anzi il dovere costituzionale di resisterla, perché l’università è un ente autonomo. L’università non è una struttura del ministero. L’università è un cervello pensante della società e deve come tale pensare”.

 

Il giurista poi esprime un ultimo concetto molto interessante e centrato riguardo la situazione nazionale: “Un sistema democratico si basa sul modo e si valuta sul modo con cui tratta le minoranze, non le maggioranze. E’ un deriva costituzionale gravissima quella di pensare che democrazia significa quanti sono quelli che accettano il dictat dell’autorità. Quelli che non accettano, in democrazia, devono essere trattati come quelli che accettano alla luce di principi, non alla luce di pugni sul tavolo del legislatore. Questa è la differenza. Un sistema è giuridico quando si basa su principi. Serve iscriversi a Giurisprudenza per imparare a ragionare su principi. Un sistema non è giuridico quando si basa sui pugni sul tavolo del legislatore, anche se il legislatore è formalmente legittimo”.

Continua Mattei: “Questa è la differenza tra legge e diritto, sulla quale si basa la tradizione giuridica occidentale, cioè la tradizione sulla quale a sua volta si basa la democrazia. Se superiamo questi limiti, e una facoltà di giurisprudenza o molti giuristi non dicono nulla, ci troviamo in una situazione culturalmente degradata. Ed io siccome ho dedicato la mia vita alla cultura, dedicherò la mia vita a battermi contro questo degrado”.

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