Telegram lancia i messaggi sponsorizzati. Pavel Durov annuncia la novità

La società di messaggistica istantanea fa sapere che i dati dell'utente non verranno utilizzati per indirizzare gli annunci

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Telegram ha dato il via libera ufficialmente ai messaggi sponsorizzati, un po’ come avviene anche su altri social network o sui siti web, ma con caratteristiche differenti.

Telegram sta lanciando ‘Sponsored Messages’ – annuncia il fondatore della messaggistica – uno strumento che consente a chiunque di promuovere i propri canali e bot”.

Durov garantisce che gli annunci non saranno presenti nelle chat di Telegram, infatti chiarisce che chi utilizza l’app esclusivamente come messaggistica non vedrà “mai un messaggio sponsorizzato”.

I messaggi sponsorizzati quindi non possono essere visualizzati nell’elenco delle chat, nelle chat private o nei gruppi.

La società di messaggistica istantanea fa sapere inoltre che i dati dell’utente non verranno utilizzati per indirizzare gli annunci. Aggiunge anche che la priorità dell’azienda “è proteggere i dati privati” ​​degli utenti che la utilizzano. Infatti ci tengono a specificare: “A differenza di altre app, non utilizzeremo i tuoi dati privati ​​per visualizzare gli annunci”.

Dunque questi messaggi sponsorizzati dove verranno visualizzati?

Durov dice che gli utenti li vedranno solo “nei grandi canali pubblici con più di 1.000 membri“, poi che si basano esclusivamente sull’argomento che viene trattato da questi canali pubblici in cui vengono mostrati.

“Ciò significa che nessun dato utente viene estratto o analizzato per visualizzarli”, scrive il fondatore di Telegram.

Ricordiamo che il “canale pubblico” è una funzionalità di social network unica che Telegram ha aggiunto diversi anni dopo il suo lancio iniziale.

Entrando più nel dettaglio leggiamo che i messaggi sponsorizzati “saranno discreti” e limitati a 160 caratteri di testo, senza media o collegamenti esterni.

La app spiega che alcuni amministratori di canali già pubblicano annunci sotto forma di messaggi regolari, ma che si augurano che i messaggi sponsorizzati “offrano alle persone un modo più intuitivo e meno caotico di promuovere i propri canali e bot”.

Viene specificato che i messaggi sponsorizzati “sono attualmente in modalità di prova e non sono disponibili per tutti”, ma che una volta lanciati completamente ed in via definitiva, quindi, afferma Durov: “…Consentiranno a Telegram di coprire i suoi costi di base (come apparecchiature e data center utilizzati dagli amministratori dei canali per fornire i loro contenuti alle nostre centinaia di milioni di utenti), abbiamo in programma di iniziare a condividere le entrate pubblicitarie con gli amministratori dei canali in cui vengono visualizzati i messaggi sponsorizzati, perché è giusto”.

La piattaforma avvisa che WhatsApp condivide già i dati degli utenti con gli inserzionisti e che lo fa anche se questi ultimi non mostrano gli annunci, mentre invece Telegram non fornirà i dati privati degli utenti agli inserzionisti.

“Gli annunci online non dovrebbero più essere sinonimo di abuso della privacy degli utenti. Vorremmo ridefinire il modo in cui un’azienda tecnologica dovrebbe operare dando l’esempio di una piattaforma autosostenibile che rispetti i suoi utenti e creatori di contenuti“, conclude infine Durov dal suo canale ufficiale.

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