La settimana prossima si darà il via in ben nove scuole del North Ayrshire, nel sud-ovest della Scozia, al riconoscimento facciale degli studenti per i pagamenti delle mense scolastiche.

I computer scansioneranno i volti di migliaia di alunni britannici in modo da consentire alle scuole ricevere direttamente i pagamenti dedicati alla mensa scolastica.

Fa sapere The Irish Times (dagli Istituti scolastici) che il nuovo sistema elimina le code ed è più sicuro contro il Covid rispetto ai pagamenti con carta, oltreché agli scanner di impronte digitali che venivano usati in precedenza (va aggiunto che molte scuole britanniche hanno utilizzato per anni altri sistemi biometrici, come gli scanner di impronte digitali, per accettare i pagamenti, ndr.).

“È il modo più veloce per riconoscere qualcuno alla cassa: è più veloce della carta, è più veloce dell’impronta digitale”, ha affermato David Swanston, amministratore delegato di CRB Cunninghams (l’azienda che ha installato i sistemi).

Swanson spiega poi nel dettaglio, chiarendo che il tempo medio di transazione è stato ridotto a cinque secondi per allievo: “In una scuola secondaria hai circa 25 minuti per servire potenzialmente 1.000 alunni. Quindi abbiamo bisogno di una portata più veloce nel punto vendita”.

Il sistema è stato però fortemente criticato da chi vuole tutelare la propria privacy e quella dei propri figli, anche perché questa tecnologia del riconoscimento facciale funziona spesso senza un consenso esplicito.

Ma Swanston ha specificato che le telecamere controllano i modelli di impronte digitali crittografati e che questi sono già archiviati sui server delle scuole, inoltre che 65 siti scolastici si sono registrati.

L’amministratore delegato di CRB Cunninghams ha spiegato ancora che il sistema della sua azienda è diverso dal riconoscimento facciale dal vivo (che scansiona la folla per identificare i volti).

Nel frattempo il riconoscimento facciale dal vivo ha già causato non poche polemiche, dopo essere stato utilizzato dalle scuole per la sicurezza o per monitorare la frequenza degli studenti. Lo Stato di New York ha infatti temporaneamente vietato questa pratica, mentre la Svezia ha multato un comune che lo ha sperimentato.

Ma il consiglio del North Ayrshire ha comunicato che il 97% dei bambini o dei loro genitori ha dato il consenso per il nuovo sistema: “Gli alunni spesso dimenticano i loro PIN e sfortunatamente alcuni sono stati anche vittime di frodi tramite PIN, quindi sono favorevoli agli sviluppi pianificati e apprezzano i vantaggi per loro”.

Va detto però – come annuncia il The Irish Times – che i genitori non erano sicuri che ai loro figli fossero state fornite tutte le informazioni sufficienti per far prendere loro la giusta decisione, poi hanno anche fatto sapere che c’è stata una grande pressione da parte dei coetanei.

Per quanto riguarda invece le decisioni ministeriali, il dipartimento per l’istruzione del Regno Unito condivide le linee guida sulla regolamentazione con le scuole. In Inghilterra spetta infatti alle scuole decidere sull’uso della tecnologia di riconoscimento facciale. Il dipartimento rispondeva così ad una delle richieste di informazione da parte del gestore del blog Biometrics in Schools, aggiungendo di non avere dati relativi all’uso del riconoscimento facciale nelle scuole.

La sig.ra King (di Biometrics in School) ha affermato che i paesi europei stanno prendendo “molto più seriamente” la raccolta di informazioni biometriche dai bambini e che hanno chiesto un maggiore dibattito in parlamento sull’argomento.

Il commissario per la biometria per l’Inghilterra e il Galles, Fraser Sampson, ha affermato, relativamente alla possibilità di utilizzare questa tecnologia nelle scuole, che “se c’è un modo meno invadente, dovrebbe essere usato”.

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