In un articolo inviato all’editore del New England Journal of Medicine alcuni medici descrivono la situazione verificatasi all’interno dell’Università della Salute della California, dopo che il 76% del personale era stato completamente vaccinato.

Quello di cui avvisano gli scienziati è il fatto che le infezioni da Sars-CoV-2 si sono ripresentate a distanza di pochi mesi sotto forma della variante Delta. L’efficacia del vaccino aveva superato il 90% da marzo a giugno, ma è poi successivamente scesa al 65,5% a luglio.

La forza lavoro della University of California San Diego Health (UCSDH) a dicembre 2020 aveva registrato un aumento delle infezioni derivanti da Sars-CoV-2, nel frattempo nella metà dello stresso mese era iniziata anche la vaccinazione con vaccini mRNA.

Nel mese di marzo il 76% del personale era stato vaccinato con doppia dose e nel mese di luglio la percentuale era salita all’87%.

Si era vista una chiara diminuzione delle infezioni già dall’inizio di febbraio 2021. Il trend tra marzo e giugno era di meno di 30 operatori sanitari positivi al mese.

Gli scienziati scrivono che contestualmente alla fine degli obblighi delle mascherine in California il 15 giugno ed il rapido sopraggiungere della variante Delta (la B.1.617.2), “che è emersa per la prima volta a metà aprile e rappresentava oltre il 95% degli isolati di UCSDH entro la fine di luglio, le infezioni sono aumentate rapidamente, compresi i casi tra le persone completamente vaccinate”.

Dal 1 marzo al 31 luglio 2021 si è riscontrato che:

227 operatori sanitari dell’UCSDH sono risultati positivi per Sars-CoV-2 mediante il test di reazione a catena della polimerasi quantitativa trascrittasi inversa (RT-qPCR) di tamponi nasali.

130 di questi 227 lavoratori (57,3%) erano completamente vaccinati.

I sintomi erano presenti in 109 dei 130 lavoratori completamente vaccinati (l’83,8%), ma i sintomi erano presenti anche in 80 dei 90 lavoratori non vaccinati (l’88,9%), mentre i restanti 7 lavoratori sono stati vaccinati con una sola dose.

Non sono stati segnalati decessi in nessuno dei due gruppi, nel frattempo una persona non vaccinata è stata ricoverata in ospedale per sintomi correlati a Sars-CoV-2.

I medici parlano però anche dell’efficacia del vaccino a mRNA tra gli operatori sanitari dell’UCSDH, da marzo a luglio 2021, descrivono infatti che “l’efficacia del vaccino è stata calcolata per ogni mese da marzo a luglio”.

“L’efficacia del vaccino – leggiamo nel testo del NEJM – ha superato il 90% da marzo a giugno, ma è scesa al 65,5% (intervallo di confidenza 95% [CI], da 48,9 a 76,9) a luglio. I tassi dei casi di luglio sono stati analizzati in base al mese in cui i lavoratori con Covid-19 hanno completato la serie di vaccinazioni; nei lavoratori che hanno completato la vaccinazione a gennaio o febbraio, il tasso di attacco è stato di 6,7 per 1000 persone (IC 95%, da 5,9 a 7,8), mentre il tasso di attacco è stato di 3,7 per 1000 persone (IC 95%, da 2,5 a 5,7) tra coloro che hanno completato la vaccinazione nel periodo da marzo a maggio. Tra le persone non vaccinate, il tasso di attacco di luglio è stato di 16,4 per 1000 persone (IC 95%, 11,8-22,9)”.

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