Il Popolo delle mamme dà il via alla sua prima raccolta fondi, una nuova iniziativa per supportare chi necessita di aiuto.

Abbiamo parlato con la presidente Tiziana Coppola, la quale ci ha descritto il bisogno di fornire gli strumenti adeguati, al fine si potersi difendere dalle situazioni che si stanno susseguendo in maniera repentina e troppe volte inaspettata.

Tiziana perché il Popolo delle mamme ha preso questa iniziativa di raccolta fondi?

Questa iniziativa di raccolta fondi nasce dalla necessità di poter difendere e dare gli strumenti a tutte le persone che ritengono di sentirsi attaccate. Tutte le persone devono poter avere gli strumenti per potersi difendere e poter manifestare il proprio dissenso. Non tutti hanno la possibilità economica per farlo, anche perché comunque ci sono dei costi di gestione nelle cause e nei ricorsi da affrontare. E siamo in un momento drammatico, pertanto come associazione abbiamo il forte desiderio di supportare chi necessita di aiuto.

Quante persone si stanno rivolgendo a voi per avere assistenza o anche solo per essere rassicurate ed ascoltate, insomma per avere un supporto. Quali sono le maggiori paure che hanno le persone e le mamme che vi contattano?

Le persone che si avvicinano a noi ci chiedono aiuto e/o consigli. Ad esempio le mamme che non sanno come gestire la situazione tamponi con la scuola. Oppure tutte quelle mamme che hanno altre tipologie di problematiche, come quelle relative alla mascherina. Ancora, dipendenti che chiedono come fare per la gestione dei tamponi che vengono imposti settimanalmente nelle aziende. Ma anche sanitari che hanno timore delle nuove vaccinazioni, che sono sperimentali. Abbiamo, purtroppo, alcune persone che sono state danneggiati proprio dall’inoculazione del vaccino anti Covid. Possiamo dire che tanti chiamano anche perché sono semplicemente spaventati e hanno bisogno di accoglienza. Altri genitori per i figli che fanno sport agonistico, ai quali viene imposto il tampone settimanale per fare attività.

Quali azioni legali siete in procinto di intraprendere e quali avete già avviato?

Per quanto riguarda il ricorso delle mascherine, al quale hanno partecipato 943 famiglie, seguito sempre dal Comicost, ha ottenuto il seguente risultato: l’ordinanza del Giudice ha imposto all’amministrazione di prevedere, nei provvedimenti emanati e successivi, di prevedere la possibilità di non far indossare le mascherine ai bambini dai 6 agli 11 anni, qualora venissero garantite la distanza di sicurezza tra i banchi e la condizione di staticità. Quindi soddisfatti questi 2 requisiti i bambini potevano non indossare la mascherina. Ma evidentemente c’é qualcosa che non va perché il dPCM successivo non ha preso atto di questa ordinanza, ma neanche ha preso atto della sentenza del ricorso degli avvocati Francesco Scifo e Linda Corrias. Pertanto hanno snobbato l’uno e l’altro e nulla é cambiato.

Chi vi seguirà? Quale avvocato o pool di avvocati?

Come associazione Popolo delle mamme noi ci appoggiamo al COMICOST, in particolare all’avvocato Maurizio Giordano, che é il rappresentante Comicost in Valle d’Aosta, Liguria e Piemonte. Stiamo attivando anche altre figure di avvocati, anche perché e attività aumentano.

Per quanto riguarda invece la causa dei tamponi di Torino, a che punto siete?

Questa iniziativa non é stata promossa direttamente dalla nostra associazione, ma da alcuni genitori che hanno mostrato la volontà di voler fare questo ricorso. Queste persone si sono rivolte a me ed al Popolo delle mamme. Quindi abbiamo deciso di promuovere questa causa. Si tratta però di un’azione concordata da cittadini liberi, i quali hanno deciso di attaccare il tampone, strumento sul quale si regge tutta la narrazione dei contagi. L’obiettivo é quello di ottenere dal Giudice una pronuncia di inattendibilità. Al momento, con le adesioni raccolte fino al 12 aprile, siamo ad oltre 90 ricorrenti.

Siamo dunque in attesa di presentare il ricorso, ma siamo anche in attesa di capire cosa pronuncerà il Giudice in merito al ricorso proposto dall’avvocato Mauro Sandri a Roma.

Va detto che il ricorso che depositiamo a Torino é seguito da Maurizio Giordano, é un ex art. 700 e vorremmo che sia un’azione pilota da poter replicare in tutte le province d’Italia.

Clicca qui per contribuire alla raccolta fondi