Perché il nero é il colore della Laver Cup

Perché il nero é il colore della Laver Cup

La competizione ideata da Roger Federer e Tony Godsick vive da quest’anno una nuova organizzazione entrando più strettamente in contatto con l’associazione dei tennisti professionisti, noi vogliamo scoprire però anche perché il nero é il colore della Laver Cup.

Durante gli ultimi due anni la competizione è stata considerata poco più di un esibizione, seppur abbia sempre visto la partecipazione dei tennisti più forti del mondo.

Ha avuto un successo immediato, sia dal vivo che in tv, soprattutto per i match novità che si sono visti: il doppio Federer-Nadal (soprannominato FEDAL) ha appassionato i fan di tutto il mondo.

Accendono gli animi dei tifosi anche le situazioni più imprevedibili come quella alla quale abbiamo assistito ieri pomeriggio durante la partita di Fognini (Team Europe) contro Sock (Team World):

in seguito ad un momento critico del match l’italiano ha avuto al suo fianco sia Federer che Nadal a fargli da coach in campo.

Il colore nero come soluzione efficace

Fognini ha come coach Federer e Nadal

Fognini a lezione da Federer e Nadal

Inizialmente la Team8, società di gestione di Roger Federer e Tony Godsick, prevedeva una pausa della Laver Cup negli anni olimpici, ma dopo il successo planetario si é deciso di giocare ogni anno.

L’evento doveva inoltre poter abbracciare tutte le generazioni, doveva essere di facile comprensione per gli sponsor, i fan e le tv, per questo si pensava anche ad un colore differente, sia per il campo da gioco che per gli allestimenti.

Il campo viene sostituito nel tipo di vernice ogni anno e questo viene fatto per migliorarne la giocabilità, ma la vera sorpresa é stata il nero, che inizialmente si pensava non fosse adatto per il tennis.

“Ci è servito per la riconoscibilità, inoltre abbiamo prestato molta attenzione al comfort per giocatori e pubblico. La gente ama le competizioni a squadre, ma non volevamo creare qualcosa di simile alla Davis o alla Hopman Cup: il format Europa vs Resto del Mondo non esisteva nel tennis”.

Tony Godsick (Team8)

Da quello che vediamo anche noi però, non certo esperti di superfici da gioco e d’immagine, il colore nero é davvero una soluzione efficace e “televisiva”, come l’hanno definita al Team8.

Quando si parla di immagine con si può non aprire una piccola parentesi sui brand che hanno aderito alla Laver Cup. Gli sponsor sono di altissimo livello e rappresentano strutture organizzative di livello globale: Mercedes, Credit Suisse, Rolex, etc.

Ogni anno c’é inoltre un aumento dei partner che entrano in gioco, infatti oltre a Tennis Australia da quest’anno il Team8 della Laver Cup ha chiuso accordi con Supertennis, Eurosport e Amazon Prime per la diretta streaming.

La scelta dei giocatori

Federer smash in salto alla Laver Cup

Federer durante gli allenamenti a Ginevra

Dopo aver scoperto perché il nero é il colore della Laver Cup, vediamo come funziona la scelta dei giocatori.

I capitani dei team scelgono i giocatori che parteciperanno alla competizione, tranne i primi 3 di ogni team che sono selezionati in base alla classifica ATP, c’è da dire inoltre che ogni partecipante riceve non solo un compenso fisso, ma anche bonus sui risultati.

La scelta della città

Levercup

I team insieme a Rod Laver

Dietro all’organizzazione della Laver Cup é di fondamentale importanza anche la scelta della città che ospita l’evento.

E’ infatti necessaria un’arena coperta che sia in grado di ospitare almeno 15.000 spettatori, e della quale si abbia disponibilità in calendario due settimane dopo lo US OPEN.

Tra gli obiettivi dell’organizzazione c’é anche quella di raggiungere i posti dove al momento non ci sono ancora grandi tornei, e quindi di aprire nuovi mercati per il tennis internazionale.

 

Foto raccolte da:

 

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