Perché é importante camminare scalzi

Si cercherà, in questo breve passaggio, di sottolineare l’importanza della corretta formazione degli appoggi nei piccoli mini-atleti dello sport, ma anche nei piccoli che si apprestano a vivere le proprie esperienze motorie in maniera naturale e senza obiettivi specifici (gare, match e risultati).

Osservare i grandi limiti che hanno alcuni (troppi!) bambini nel camminare e nel correre correttamente e in maniera naturale deve indurci a una domanda: “è normale che i bambini si muovano poco o per niente?”

Perché camminare molto, anche a piedi scalzi, è importante

Gli operatori dello sport, gli insegnanti della scuola, i genitori e le altre figure che interagiscono con i piccoli, durante lo svolgimento della loro professione, vanno incontro a tante responsabilità: una di queste è comprendere che i bambini hanno la NECESSITA’ oggettiva e fisiologica di produrre movimento.

Attraverso i giochi motori e sportivi, quelli che una volta si svolgevano all’aria aperta, in mezzo ai cortili delle scuole, nelle strade, nelle piazze, etc., i bambini venivano messi nelle condizioni di ampliare il proprio bagaglio motorio e di formarsi socialmente.

Inoltre, concedere ai piccoli la libertà di muoversi dona loro la possibilità di riscoprire una percezione sensoriale mai conosciuta.

Generare la consapevolezza delle sensazioni motorie determina la base per lo sviluppo concreto delle capacità coordinative nello sport.

Nel caso specifico la formazione di un corretto appoggio dei piedi e la conseguente precisa correlazione di forze che interagiscono per la produzione di energia, garantisce anche maggiore equilibrio statico-dinamico.

Ma va anche detto che la percezione sensoriale della pianta dei piedi, se non viene sperimentata, rimane palesemente alterata, e questo si ripercuote sulla postura, sul corretto assetto delle ginocchia, nonché negli atteggiamenti psico-sociali.

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Non si entra nel merito di quello che attiene i dismorfismi, ma si riassume qui di seguito il perché sia opportuno lasciare i bambini scalzi il più possibile in età infantile:

  1. per un corretto sviluppo muscolare;
  2. per un corretto sviluppo degli archi plantari (l’aggiustamento dei muscoli che controllano la postura viene trattato dalla volta degli archi plantari e da tutti i sofisticati sistemi sensoriali che elaborano gli stimoli esterni);
  3. per il raggiungimento di una adeguata percezione sensoriale tattile;
  4. affinché la colonna vertebrale, il bacino, le ginocchia e i piedi supportino, in situazioni di equilibrio posturale ottimale, stress meccanici maggiori.

Gli archi plantari, in genere, si presentano bene entro i 7-10 anni, ma quello che preoccupa chi si trova a svolgere il ruolo di preparatore fisico, ma anche di formatore impegnato nell’educazione motoria dei bambini in età infantile, deve essere la percezione motoria, “perché senza percezione motoria non può esserci coordinazione motoria”.

Vanno però incluse (come accennato sopra) in questo ruolo responsabile tutte le figure che gestiscono la vita dei piccoli, affinché si creino le basi fondamentali per il corretto sviluppo del sistema propulsivo per eccellenza: “il piede”.

gioco della campana

Uno dei giochi che allena la capacità di equilibrio: la campana

Ci siamo mai chiesti com’è nato il gioco della campana, forse uno dei primi che si impara da piccoli?

Per trovarne le origini dobbiamo risalire addirittura ai tempi dell’antica Roma, quando questo gioco veniva praticato con il nome “clàudus” (zoppo, instabile, precario, etc.).

Il gioco della campana, favorisce l’equilibrio e non solo…

A parte l’equilibrio, il ritmo e le altre forme di capacità coordinative, saltellare da una casella all’altra su un solo piede, ma anche su due piedi, favorisce lo sviluppo della volta degli archi plantari, consente una stimolazione adeguata alla formazione di un corretto appoggio dei piedi, se non addirittura adeguato alle forme di sport più evoluto.

Per non parlare della motivazione alla competizione e all’instaurarsi delle relazioni sociali fondamentali per i bambini in età evolutiva.

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