Pubblichiamo la lettera dell’avvocato Francesco Scifo, inviata ieri alla neo ministra alla Giustizia, già presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia.

Francesco Scifo, avvocato cassazionista, scrittore, storico e giurista, allievo del professor Edoardo Martino, aveva già spiegato ad Affari italiani che quella che si sta portando avanti é “una sperimentazione diversa dai tipi vaccini precedenti, tradizionali per i quali si è previsto l’obbligo in alcuni casi, ed è una sperimentazione che non ha avuto modo di vedere gli effetti sul breve, nel medio e nel lungo periodo, – afferma Scifo – a prescindere dal fatto che poi burocraticamente si possa dire che l’Agenzia europea del farmaco oppure l’Aifa abbia approvato il vaccino sperimentale”.

L’avvocato spiegava inoltre che il vaccino rimane sempre sperimentale “a prescindere dal fatto che venga approvato da un organo governativo”, da un medico-scienziato o da un burocrate.

Il fatto che sia sperimentale dipende “dalla quantità di tempo” che serve a quel vaccino per essere provato.

Scifo ha anche aggiunto: “Abbiamo una serie di convenzioni internazionali che partono dal processo di Norimberga che in una parte riguardava i medici nazisti che avevano operato nei campi di concentramento. Devo ricordare che anche in quell’occasione si effettuarono varie sperimentazioni tra cui anche vaccinali, per cui da allora fu elaborato il principio fondamentale che è quello del consenso informato”.

Segue lettera dell’avvocato Scifo

Ecc.ma Signora Ministra della Giustizia,
in qualità di avvocato italiano impegnato nella tutela dei diritti umani e delegato per Italia dell’Associazione ALU di tutela dei diritti umani, Le scrivo a seguito della pubblicazione odierna sulla stampa della notizia che Ella si starebbe occupando di preparare un provvedimento normativo, in relazione alla presunta prescrizione necessaria del trattamento sierologico per il covid19 a carico dei sanitari.

Come da link allegato:
Draghi: Interverremo su sanitari no vax, ministro Cartabia sta preparando un provvedimento” (calabrianews.it).

Nella nostra qualità di associazione di tutela dei diritti umani ravvisiamo in tale notizia, se fosse corrispondente alla effettiva intenzione di S.E, una gravissima lesione dei diritti umani dei sanitari contraria alle convenzioni e trattati stipulati dall’Italia.

Infatti, il Consiglio d’Europa in data 27 gennaio u.s. ha affermato, nella risoluzione 2361 (2021) in allegato, che nessun trattamento per il covid può essere indotto sotto comminatoria di sanzioni, pressioni, meno che meno obbligatorietà per alcuna categoria professionale e che la popolazione deve essere informata dagli stati membri di tali evidenze giuridiche, volte a preservare il consenso libero ed informato necessario per qualsiasi trattamento biologico e sanitario.

Nello specifico, qualora fosse comunque intenzione di S.E. procedere come asserisce la stampa, Le si chiede, cortesemente, di indicare all’Associazione scrivente le evidenze scientifiche che dimostrerebbero l’efficacia del prodotto denominato vaccino Covid19 che sarebbe previsto per i sanitari: sia per quanto attiene alla immunizzazione che per quanto attiene la presunta non contagiosità o riduzione della contagiosità dei vaccinati; fatti, questi ultimi, in netto contrasto con quanto affermato nel rapporto n.4/2021 dell’ISS del 13.03.2021 pag.14, nella relazione del 14 gennaio 2021 del Comitato sanitario del WHO, nelle FAQ dell’AIFA, nei fogli illustrativi dei prodotti Pfizer Comirnaty, Moderna, AstraZeneca, ove si precisa che attualmente non vi sono indicazioni di efficacia del prodotto in termini di immunizzazione e di durata della stessa, nonché non contagiosità dei vaccinati.

Inoltre, si rappresenta che i prodotti suddetti sono ancora, attualmente, sotto conditional marketing authorisation in EU, quindi, non possono essere oggetto di alcun obbligo vaccinale come in passato invece avvenuto per altri vaccini perché, questi ultimi, come Lei ben saprà, erano stati invece sempre approvati senza condizioni prima dell’obbligatorietà.

Nella Certezza che S.E. il Ministro vorrà indicare quali siano le nuove evidenze scientifiche di efficacia dei prodotti farmaceutici succitati e come mai l’Italia voglia discostarsi dall’art.3 par.2 della Carta Europea dei diritti fondamentali, in tema di consenso libero ed informato a tali trattamenti, si conclude, facendo rispettosamente presente che se i prodotti non si rivelassero efficaci nella prevenzione dell’infezione, in assenza di nuove evidenze scientifiche, l’uso degli stessi potrebbe configurare non solo una violazione dei diritti umani come affermato dal Consiglio d’Europa ma pure una vera frode in commercio: perché il prodotto farmaceutico prescritto non avrebbe le caratteristiche di efficacia pubblicizzate.

Nella preghiera di poter aver copia delle suddette evidenze scientifiche di efficacia sicuramente in Suo possesso, prima dell’adozione di un tale provvedimento, si inviano i più rispettosi ossequi.

Con osservanza
avv. Francesco Scifo
Delegato per Italia ALU
Associazione Libera-mente Umani