Oramai si era capito, il Covid é stato anche lo strumento di una vera e propria guerra geopolitica e commerciale. Uno degli esempi é proprio la chiusura del cinema Arcobaleno che lascia spazio ad un market cinese, uno dei tanti oramai presenti in quasi tutte le città italiane.

Era stata avviata una raccolta di firme e flash mob per il salvataggio, ma purtroppo dice Gennaro Capodanno al Corriere del mezzogiorno: “questa volta non ci sarà un lieto fine…la pandemia ha messo fortemente in crisi il settore e la preoccupazione che a questa scomparsa possano seguire altre”.

Il presidente del Comitato Valori collinari parla anche di norme “salva-cinema” che dovrebbero servire per la sopravvivenza perlomeno delle sale storiche e ricordala nascita del cinema che dapprima ebbe il nome di “Stadio” per via della prossimità con lo stadio Collana, verso la fine degli anni ’50, poi appunto come “Arcobaleno”.

Mentre invece Luigi Grispiello ricorda che oltre alla pandemia la situazione delle sale cinematografiche era già difficile da tempo per via dell’avvento delle piattaforme televisive ed il fatto che stiano “prendendo campo a livello mondiale”. Il presidente dell’Agis Campania (Associazione generale italiana dello spettacolo) aggiunge, tra le altre cose: “Noi continueremo a difendere le sale, ma siamo di fronte a situazioni molto complesse”.

Il caso del cinema Arcobaleno ricorda quello della libreria Evaluna che ha chiuso proprio pochi giorni fa. “Chiudiamo semplicemente perché, dopo questo anno così difficile di pandemia, non ci hanno rinnovato il contratto di locazione” ha spiegato e poi precisato la Polcari a Napoliclick: “Lasciamo il luogo ma non l’idea di una associazione di persone e di idee che fa cultura dal ‘93”.