Marco Guzzi: Sullo scientismo e sul riduzionismo

"Abbiamo a mio parere una riflessione filosofica carente, in questa fase della storia, sulla natura della conoscenza scientifica"

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Il filosofo e poeta Marco Guzzi viene intervistato all’interno dei canali di Darsi Pace ed affronta argomenti interessatissimi e più che mai attuali con la chiarezza espositiva che lo contraddistingue.

Alcuni passaggi del filosofo:

“Noi abbiamo a mio parere una riflessione filosofica carente, in questa fase della storia, sulla natura della conoscenza scientifica”.

“Il pensiero rende liberi! Rende liberi dai pregiudizi. E lo scientismo, – non la scienza, la filosofia riduzionistica – è un pregiudizio, cioè è qualche cosa che non va a fondo nella domanda”.

“Il metodo dell’oggettivazione, cioè l’osservazione oggettiva di un fenomeno, in realtà non ci dice qualcosa del fenomeno in sé, ma ci dice qualcosa della nostra esperienza di quel fenomeno. Questo ci dice la filosofia moderna. Cioè l’atto conoscitivo non è neutrale”.

Dal minuto 11:35 Guzzi legge e spiega alcuni punti di uno dei libri (“Mente e cosmo”) di Thomas Nagel, filosofo serbo naturalizzato statunitense e professore presso la New York University.

“La scienza empirica è una manifestazione recente di quel tipo di pensiero razionale che da Aristotele in poi si era sviluppato nei secoli – non è un fungo – nasce da questa storia che è lo sviluppo di una razionalità esigente, sillogistica, che in occidente viene sistematizzata da Aristotele preminentemente e poi nei millenni successivi, fino allo sbocco scientifico moderno. Tutto questo al contempo, proprio perché noi abbiamo questa altissima considerazione della razionalità, noi ne conosciamo anche i limiti, perché è un esercizio debole della razionalità quello che non ne riconosca i limiti. E qui andiamo in quella filosofia scadente che è il riduzionismo”.

“La scienza è una manifestazione straordinaria dello spirito, ma nel momento in cui diventa filosofia riduzionistica, diventa una minaccia allo spirito, e si dimenticano gli umani che anche la scienza è un prodotto dello spirito, e quindi si dimenticano di chiedersi: che cos’è questo spirito che crea la scienza?”.

“Si dimentica che il metodo scientifico ha dei presupposti che non sono dimostrati”.

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