Ma sì, diciamolo pure senza problemi: “meno male che esiste l’Accademia della Crusca“. L’ente fiorentino questa volta ci spiega l’utilizzo del “piuttosto che” ed il perché non va né sostituito, né equiparato alla disgiuntiva “o“.

Dunque riportiamo cosa scrive la stessa accademia sull’uso di PIUTTOSTO CHE con valore disgiuntivo:

“Non c’è giorno che dall’audio della televisione non ci arrivino attestazioni del PIUTTOSTO CHE alla moda, spesso ammannito in serie a raffica: «… piuttosto che … piuttosto che … piuttosto che …» […]. Eppure non c’è bisogno di essere dei linguisti per rendersi conto dell’inammissibilità nell’uso dell’italiano d’un PIUTTOSTO CHE in sostituzione della disgiuntiva O. […] un PIUTTOSTO CHE abusivamente equiparato a O può creare ambiguità sostanziali nella comunicazione, può insomma compromettere la funzione fondamentale del linguaggio. Ecco due esempi:

1) «Andremo a Vienna in treno O in aereo»; in questo caso le due alternative semplicemente si bilanciano.

2) «Andremo a Vienna in treno PIUTTOSTO CHE in aereo»; qui risalta abbastanza nettamente una preferenza per la prima rispetto alla seconda”.

Per continuare a leggere la risposta di Ornella Castellani Pollidori clicca qui: Accademia della Crusca, consulenza sull’uso di “piuttosto che”