Lo studio di Whuan dimostra che gli asintomatici positivi non sono contagiosi

Lo studio di Whuan dimostra che gli asintomatici positivi non sono contagiosi

Da The italian tribune

La ricerca che descriviamo é stata sviluppata su oltre 9 milioni di cittadini cinesi ed ha riguardato gli “asintomatici positivi” al Covid-19 all’interno di un programma di screening dell’acido nucleico SARS-CoV-2.

La ricerca é stata pubblicata sulla rivista Nature, é stata prodotta proprio all’interno della città di Whuan per una durata intercorsa tra il 14 maggio e il 1 giugno 2020, ed ha mostrato che la “prevalenza dell’infezione da SARS-CoV-2 a Wuhan era quindi molto bassa da cinque a otto settimane dopo la fine del blocco”.

All’interno dello studio si afferma che: “le colture virali sono risultate negative per tutti i casi asintomatici positivi e ripositivi, indicando l’assenza di ‘virus vitale’ nei casi positivi rilevati“.

Si chiama “Screening degli acidi nucleici SARS-CoV-2 dopo il blocco in quasi dieci milioni di residenti di Wuhan, in Cina” ed é la ricerca fatta su 10 milioni di cinesi, che dimostra dimostra in pratica: “l’assenza di – virus vitale – nei casi positivi rilevati”.

I ricercatori hanno studiato 9.899.828 residenti di Wuhan, ma va detto anche che a Wuhan erano 10.652.513 le persone idonee di età maggiore di 6 anni, cioé il 94,1% della popolazione totale. (Wuhan ha circa 11 milioni di residenti in totale, con sette distretti urbani e otto quartieri suburbani).

Lo screening degli acidi nucleici è stato completato in 19 giorni (dal 14 maggio 2020 al 1 giugno 2020) testando un totale di 9.899.828 persone delle 10.652.513 persone ammissibili (tasso di partecipazione, 92,9%). Va aggiunto inoltre che dei 9.899.828 partecipanti, 9.865.404 non avevano una precedente diagnosi di COVID-19 e che 34.424 erano pazienti COVID-19 recuperati.

Lo screening dei 9.865.404 partecipanti senza una storia di COVID-19 non ha rilevato casi COVID-19 confermati di recente e ha identificato 300 casi positivi asintomatici.

“Tutti i casi positivi asintomatici, i casi ripetitivi ed i loro contatti stretti sono stati isolati per almeno 2 settimane fino a quando i risultati del test degli acidi nucleici sono stati negativi. Nessuno dei casi positivi rilevati od i loro contatti stretti sono diventati sintomatici o confermati di recente con COVID-19 durante il periodo di isolamento”.

Chinese study Whuan positive covid

L’occupazione lavorativa delle persone asintomatiche positive

 

Dei 34.424 casi di COVID-19 precedentemente recuperati che hanno partecipato allo screening, 107 sono risultati nuovamente positivi, dando un tasso di ripositivi dello 0,310% (95% CI 0,423-0,574%).

Ma le colture virali sono risultate negative per tutti i casi asintomatici positivi e ripositivi, indicando l’assenza di “virus vitale” nei casi positivi rilevati in questo studio.

I 19 scienziati provenienti dalla Huazhong University of Science & Technology di Wuhan e da altre istituzioni scientifiche (Regno Unito e Australia), hanno messo a disposizione della comunità internazionale prove chiare sulla possibilità di qualsiasi trasmissione asintomatica del virus, ridimensionandone il concetto, infatti scrivono alla fine della ricerca che “il tasso di rilevamento di casi positivi asintomatici nel Wuhan post-lockdown era molto basso (0,303 / 10.000) e non c’erano prove che i casi positivi asintomatici identificati fossero infettivi”.

Coltura del virus eseguita su casi positivi asintomatici

Riportiamo ora una parte integrale dello studio

“Studi precedenti hanno dimostrato che gli individui asintomatici infettati dal virus SARS-CoV-2 erano infettivi e potevano successivamente diventare sintomatici. Rispetto ai pazienti sintomatici, le persone infette asintomatiche hanno generalmente una bassa quantità di cariche virali e una breve durata di diffusione virale, che diminuiscono il rischio di trasmissione di SARS-CoV-2. Nel presente studio, la coltura del virus è stata eseguita su campioni di casi positivi asintomatici e non è stato rilevato alcun virus SARS-CoV-2 vitale. Tutti i contatti stretti dei casi positivi asintomatici sono risultati negativi, indicando che i casi positivi asintomatici rilevati in questo studio non erano probabilmente infettivi.

C’è stato un basso tasso di recupero nei pazienti COVID-19 recuperati a Wuhan. I risultati della coltura del virus e del tracciamento del contratto non hanno trovato prove che i casi ripetitivi nei pazienti COVID-19 recuperati fossero infettivi, il che è coerente con le prove di altre fonti. Uno studio in Corea non ha rilevato casi di COVID-19 confermati monitorando 790 contatti di 285 casi di recupero. Anche la sorveglianza ufficiale dei pazienti COVID-19 guariti in Cina non ha rivelato alcuna prova sull’infettività dei casi ripetitivi. Considerando la forte forza di infezione di COVID-19 si prevede che il numero di casi confermati sia associato al rischio di essere infettati nelle comunità. Abbiamo scoperto che i tassi di positività asintomatica in diversi distretti di Wuhan erano correlati con la prevalenza di casi precedentemente confermati. Ciò è in linea con l’evoluzione temporale e spaziale (soprattutto la caratteristica della coda lunga) delle malattie infettive.

Post-lockdown SARS-CoV-2 nucleic acid screening in nearly ten million residents of Wuhan, China

Post-lockdown SARS-CoV-2 nucleic acid screening in nearly ten million residents of Wuhan, China

 

Le colture virali di laboratorio e gli studi genetici esistenti hanno mostrato che la virulenza del virus SARS-CoV-2 può indebolirsi nel tempo e che le persone appena infettate avevano maggiori probabilità di essere asintomatiche e con una carica virale inferiore rispetto ai casi infetti precedenti. Con l’isolamento centralizzato e il trattamento di tutti i casi di COVID-19 durante il periodo di blocco a Wuhan, il rischio che i residenti vengano infettati nella comunità è stato notevolmente ridotto. Quando i residenti suscettibili sono esposti a una bassa dose di virus, possono tendere ad essere asintomatici a causa della loro stessa immunità. Il test sierologico degli anticorpi nel presente studio ha rilevato che almeno il 63% dei casi positivi asintomatici erano effettivamente infettati dal virus SARS-CoV-2. Tuttavia, è troppo presto per essere compiacenti, a causa dell’esistenza di casi positivi asintomatici e dell’alto livello di suscettibilità nei residenti a Wuhan”.

I ricercatori consigliano comunque di adottare le misure di prevenzione

I ricercatori affermano “le misure di salute pubblica per la prevenzione e il controllo dell’epidemia di COVID-19, tra cui indossare maschere, mantenere una distanza sociale sicura a Wuhan” andrebbero mantenute. Dichiarano che questo dovrebbe avvenire soprattutto nelle “popolazioni vulnerabili con immunità indebolita o comorbilità, o entrambe”, le quali “dovrebbero continuare a essere adeguatamente protette”.

Va ricordato inoltre che questo studio, come scrivono gli stessi autori, “ha diversi limiti che devono essere discussi”:

  • si tratta di un “programma di screening trasversale” e non si é in grado di valutare “i cambiamenti nel tempo nei risultati asintomatici positivi e reoperatori”.
  • “sebbene un risultato positivo del test degli acidi nucleici riveli l’esistenza degli RNA virali, è probabile che si siano verificati alcuni risultati falsi negativi, in particolare a causa del livello relativamente basso di cariche virali in individui infetti asintomatici, raccolta inadeguata di campioni e precisione limitata della tecnologia di prova”.

 

FONTE:

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