Abbiamo parlato con una delle voci simbolo della lotta al ripristino dei diritti costituzionali, questa volta dalla parte sanitaria, Raffale Varvara.

Raffaele è infermiere, scrittore e attivista politico; strenuo difensore dell’art. 32 della nostra Costituzione, ci ha raccontato le sue impressioni sulla situazione storica attuale, ma ci ha spiegato anche cosa é il comitato “Di Sana e Robusta Costituzione”.

Raffaele cosa hai provato quando tu ed i tuoi colleghi siete stati catapultati improvvisamente nella nuova ‘situazione pandemica’? Mi riferisco a marzo 2020.

Ciao Andrea, è un piacere esordire su theitaliantribune.it. Dunque la vera emergenza sanitaria si è registrata a marzo-aprile del 2020. È stata un’esperienza che ha segnato le nostre vite personali e professionali con emozioni tristi che ancora oggi molti dei miei colleghi devono elaborare.

Abbiamo avvertito le stesse sensazioni che si avvertono quando una scossa di terremoto colpisce all’improvviso. Infatti siamo stati travolti da uno tsunami senza esserne equipaggiati tuttavia la nobiltà e lo spirito di servizio del nostro lavoro sono così grandi che subito hanno spazzato via le nostre paure per dare il massimo nella risposta ai bisogni di salute della popolazione in quel frangente delicatissimo.

Da quanto tempo ti occupi della tua attività e perché l’hai scelta?

Esercito la professione infermieristica da 7 anni. L’ho scelta perché in un’unica divisa sono condensati aspetti tecnici delicatissimi e risvolti umani profondissimi. Lavorare “sull’orlo del baratro” cioè a contatto con la sofferenza, la malattia e la morte ti fa apprezzare e amare la vita in ogni suo momento.

Dopo quanto tempo ti sei accorto che qualcosa non andava proprio in maniera lineare?

In estate, mentre l’emergenza sanitaria nelle nostre corsie era totalmente regredita, essa continuava invece nei numeri sciorinati tutti i giorni dal mainstream. Fu allora che capii che l’emergenza doveva continuare a tutti i costi perché l’emergenza era diventata un nuovo metodo di governo.

Roma piazza del popolo Di sana e robusta costituzione 30 aprile 2021
Roma piazza del popolo,0 30 aprile 2021 – Evento “Di sana e robusta costituzione”

Vogliamo ricordare l’evento del 30 aprile? Come è andata?

Venerdì 30 aprile si è tenuta a Roma la seconda manifestazione del comitato “Di Sana e Robusta Costituzione”. Sanitari e cittadini uniti in un ritrovato patto per la verità, la libertà e la giustizia, hanno reso manifesto il dissenso verso il decreto che dispone l’obbligo a sottoporsi al trattamento sperimentale.

Ci siamo ritrovati in piazza del Popolo. Non potevamo scegliere una piazza migliore per un formato di manifestazione pensato per rendere il popolo protagonista. Il formato della manifestazione, pensato per mobilitare, vocalizzandole, le passioni tristi, si è confermato efficace.

L’obiettivo di condividere ansie, paure e condizionamenti per trasformarle in divertimento, aggregazione ed orgoglio di appartenenza ad una storia comune assume è stato raggiunto. Adesso siamo già a lavoro per organizzare le prossime mobilitazioni.

Cos’é il comitato “Di Sana e Robusta Costituzione”?

E’ un comitato che nasce per riunire tutti i sanitari convinti nel dire NO al trattamento sperimentale vaccinale, che si occupa di organizzare le mobilitazioni, ma anche di offrire assistenza legale con l’AADI, che sta per: associazione avvocatura degli infermieri.

Ci stiamo organizzando e strutturando in tutta Italia, grazie alle numerose adesioni che ci giungono da infermieri, medici, fisioterapisti, ostetriche, operatori socio sanitari, farmacisti e psicologi e cittadini comuni.

Non solo, il comitato ha come simbolo l’art. 32 della Costituzione perché, in prospettiva, il nostro obiettivo è ricontestualizzarlo, operando una dilatazione quantica del concetto di salute.

ADI associazione avvocatura infermieri