L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri Regione Lazio scrive un comunicato stampa dove interviene sull’interpretazione imprevidente dell’applicazione ed utilizzo del cosiddetto “green pass”.

La missiva viene inviata al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, alla Segreteria Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri ed ha come oggetto la “interpretazione imprevidente e applicazione disumana delle norme” legate al green pass.

Il comunicato è del 18 agosto, che è a firma del Segretario Generale Regionale Gianlorenzo Giagoni, arriva tre gironi dopo che sono state diffuse le fotografie degli agenti di polizia che mangiavano il pranzo seduti sui gradini dei marciapiedi, da soli, fuori dai locali mensa.

Ricordiamo che già è intervenuta anche SIM Guardia di Finanza che via facebook ha scritto, tra le altre cose: “Ora questo obbligo è una vera e propria discriminazione che sta umiliando il personale non vaccinato costringendolo a ritirare il sacchetto viveri per consumarlo sulle scale o sui cofani delle autovetture riportando alla mente scene già viste davanti alle varie mense popolari”.

Segue il comunicato integrale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri 

“Non è mai facile interpretare e trovare il miglior modo per applicare le disposizioni emanate dal Governo, con le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

A sostegno, per la loro attuazione, nelle Forze di Polizia e Forze Armate, vengono diramate circolari esplicative, che dovrebbero dettare le regole per una corretta e dettagliata applicazione comune delle norme, che ricadono sugli operatori della sicurezza e della difesa.

In questi giorni, l’Arma dei Carabinieri ha dovuto subire, e applicare, un’interpretazione imprevidente con conseguenze disumane, per quanto attiene l’utilizzo del cosiddetto “green pass”, necessario per la fruizione delle mense obbligatorie di servizio. Leggendo attentamente il DPCM del 2 marzo 2021 (art 27 c. 4) ed il DL nr 105 del 23 luglio 2021, “continuano ad essere consentite le attività delle mense…”

Invece, una scellerata interpretazione di una direttiva ministeriale, ha assimilato le mense di servizio, dove si è obbligati a consumare il pasto previsto dal contratto di lavoro, a dei ristoranti, dove ci si reca per il piacere eno-gastronomico.

Si saranno chiesti se nelle mense c’erano le condizioni logistiche per poterlo fare?

E’ avvilente vedere degli operatori della sicurezza consumare il pasto, seduti su una scalinata con il vassoio sulle gambe, o con lo stesso, poggiato sul cofano di un mezzo di servizio.

E’ avvilente vedere dei colleghi seduti su un muretto con un panino in mano, “ritenuto” sostituto di un pasto meritato.

E’ avvilente vedere violata la privacy sui dati personali attinenti alla salute dei colleghi, costretti a mangiare isolati dagli altri e alla vista di tutti. In modo inusuale, e sicuramente illegittimo, vengono a scoprire i colleghi che hanno scelto liberamente di non vaccinarsi.

Hanno scelto di non vaccinarsi, e non per questo devono essere “ghettizzati” ed “emarginati” in un momento della giornata da sempre dedicato alla condivisione.

L’applicazione imprevidente di una norma, ha fatto in modo che ne venissero violate diverse altre sicuramente più sensate e ponderate.

Nel rappresentarLe il disagio dei colleghi, confidiamo nella Sua figura di Comandante Generale, affinché alla luce di tante problematiche, per brevità non elencate, si riveda questa infelice e affrettata interpretazione di un Decreto Legge.

Esprimendo la nostra solidarietà ai colleghi che già hanno dovuto subire questa imposizione, ci chiediamo quante e quali altre direttive, non ponderate e non concertate insieme alle OO.SS., dovremo contestare.

Noi siamo a disposizione per un confronto, così come, sicuramente, tutte le organizzazioni sindacali di comparto, che saranno disponibili a partecipare”.

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Unione Sindacale Italiana Carabinieri Regione Lazio, comunicato indirizzato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, alla Segreteria Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri

Cos’è la USIC – Unione Sindacale Italiana Carabinieri

Come leggiamo nella presentazione (QUI): “L’unione Sindacale Italiana Carabinieri naturale conseguenza della sentenza della Suprema Corte Costituzionale nr. 120/2018 vuole legittimare e migliorare le peculiarità della Rappresentanza Militare in tema di diritti del personale.
La differenza sostanziale tra i due Istituti la si riconosce perché la Rappresentanza è un organo elettivo fino ai massimi livelli e la cui funzione è di essere affiancata al relativo comandante di vertice mentre l’associazionismo sindacale sarà la controparte dell’Amministrazione”.
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