La Florida tira il carro repubblicano da quando Donald J. Trump si é trasferito a Mar-a-Lago, questa volta viene citato in giudizio direttamente il Governo federale condotto da Joe Biden.

Le problematiche fondamentali, come vedremo, riguardano principalmente le norme sanitarie del CDC, che risultano eccessivamente restrittive ai fini della ripresa delle attività portuali e crocieristiche.

Le compagnie di crociera sono una delle colonne dell’economia dello Stato e da un pò di tempo si sta seriamente mettendo a rischio la loro ripartenza. Ricordiamo che i Caraibi, che sono la principale destinazione del settore turistico delle crociere, vengono raggiunti proprio dai porti della Florida, mentre l’Alaska è la seconda zona di attracco negli Stati Uniti.

I più grandi operatori mondiali, Carnival Corporation, Royal Caribbean Cruises e Norwegian Cruise Line Holdings, stanno avendo grosse perdite a causa del fermo del blocco delle attività.

“Il CDC continua a tenere in ostaggio l’industria delle crociere – riporta un portavoce del Governatore DeSantis a Fox News -. Con questa causa la Florida non vede l’ora di combattere contro le restrizioni infinite che prendono di mira un settore nel nostro stato”.

Il CDC nel frattempo fa sapere che le crociere possono riprendere a metà luglio se dovessero soddisfare i loro criteri, ma la Florida ad aprile ha citato in giudizio il Governo federale proprio a causa delle misure destinate alle navi da crociera.

Parliamo del 98% dell’equipaggio di una nave che deve essere vaccinato contro la Covid e del 95% dei passeggeri che deve fare altrettanto. Riguardo questo passaggio che stiamo descrivendo non si sa ancora se la norma va applicata anche ai bambini viaggiatori (che, ricordiamo, non hanno nessun vaccino approvato per l’uso di emergenza).

L’amministrazione del porto di Miami al momento sta continuando ad applicare le linee guida del CDC dedicate alle misure preventive contro la Covid-19. Per quello che concerne la crocieristica dal 13 marzo al 30 aprile é stata interrotta volontariamente la navigazione. Mentre “il team del porto di Miami – scrive il magazine Linha Alberta – continua a lavorare a stretto contatto con i suoi partner crocieristici e cargo, nonché con il 7° distretto della guardia costiera degli Stati Uniti (USCG), la protezione delle dogane e delle frontiere degli Stati Uniti (CBP), il dipartimento della sanità della Florida e i centri per il controllo delle malattie e Prevenzione (CDC) per proteggere gli utenti del porto e la comunità di Miami-Dade dalla diffusione di qualsiasi malattia trasmissibile, incluso Covid-19″.

La Florida chiama però in causa il ​​Dipartimento della salute e dei servizi umani, il segretario dell’HHS Xavier Becerra, il CDC ed il suo direttore Rochelle Walensky, e descrive, tra le altre cose, che l’industria delle crociere ha mosso 8,1 miliardi di dollari dando lavoro a 159.000 persone.

“L’ultima guida del CDC é uno scherzo – afferma Ron DeSantis -, ma cos’altro ci aspettavamo dall’amministrazione Biden? I passaporti dei vaccini violano la nostra libertà e non proteggono le persone. La nostra industria delle crociere è un importante motore economico. Lasciate che le nostre navi salpino!”.

I senatori statunitensi Marco Rubio (R-FL), Dan Sullivan (R-AK) e Rick Scott (R-FL), che hanno scritto una lettera (marzo 2021) al Coordinatore della risposta Covid della Casa Bianca, Jeffrey Zients, hanno inoltre introdotto (aprile 2021) il CRUISE ACT – Careful Resumption Under Improved Safety Enhancements, che revocherebbe le attuali condizioni ordinate dal CDC. La deputata María Elvira Salazar (R-FL) sta nel frattempo conducendo la legislazione complementare al riguardo all’interno della Camera dei rappresentanti degli USA.