La FISI si esprime sui fatti accaduti il 9 ottobre a Roma. Il sindacato rifiuta la violenza come strumento di rivendicazione e di protesta, ma è critico anche nei confronti del governo italiano per l’imposizione delle leggi discriminatorie nei confronti della popolazione.

Segue comunicato ufficiale della Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali

“Di fronte ad episodi di violenza, come quelli capitati a Roma, bisogna sempre essere critici e rifiutare la violenza come strumento di rivendicazione e di protesta. D’altro canto quando in un paese monta una ondata di protesta così grande (parliamo di centinaia di migliaia di persone che protestano praticamente ogni giorno in forma spontanea) un governo serio dovrebbe domandarsi sempre se le azioni poste in campo siano la causa di queste proteste e se è possibile trovare delle soluzioni.

Gli eccessi a Roma vanno inquadrati sicuramente nello “squadrismo” e, pertanto, condannati.

Parimenti, però, bisogna essere critici e condannare il Governo quando impone leggi discriminatorie nei confronti della popolazione.

Circa 15 milioni di italiani rifiutano, a torto o a ragione, la pratica vaccinale avvalendosi dell’art. 32 della Costituzione e del regolamento U.E. 953/2021 che, chiaramente, indicano di non dover discriminare chi non è vaccinato da chi è vaccinato. Circa 4.000.000 di dipendenti pubblici e privati rifiutano di dover pagare tamponi per dimostrare le loro condizioni di salute e ritengono, insieme a FISI, che l’adozione dei tamponi con oneri a carico del dipendente – connesso alla minaccia di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione in caso di mancata presentazione del QR – sia una “estorsione” ed un obbligo indiretto surrettizio che impone la vaccinazione.

Le azioni poste in essere dal Governo, travalicando la Costituzione, potrebbero costituire atti di eversione costituzionale con l’obiettivo di eliminare qualunque contrappeso al potere del governo.

In questo senso parlare di rivedere – a causa delle vicende accadute – le modalità con cui il popolo può dimostrare il proprio dissenso, attraverso la libera manifestazione del proprio pensiero nelle piazze, potrebbe essere di natura eversiva se non addirittura di natura repressiva dei diritti costituzionalmente rilevanti.

Il continuare, poi, a voler imporre surrettiziamente la vaccinazione a fronte di tanto dissenso potrebbe essere considerato dal popolo provocatorio, scatenando un inasprimento delle posizioni. Il governo torni indietro dalle rigide posizioni assunte, contrarie anche alle disposizioni europee in tema, ed apra alle richieste della popolazione prima che sia troppo tardi”.

http://www.fisinazionale.it/blog/index.php?fisi–contro-ogni-fascismo,-anche-istituzionale

© Riproduzione riservata