Israele, Salman Zarka: “Stiamo aggiornando la nostra definizione di cosa significa essere vaccinati”

La terza dose di siero Covid è disponibile per chiunque sia stato completamente inoculato per almeno cinque mesi

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Il Commissario per il coronavirus, Salman Zarka, durante una conferenza stampa tenutasi domenica afferma, tra le altre cose, che in Israele si sta per aggiornare la “definizione di cosa significa essere vaccinati”.

La terza dose di siero Covid è disponibile per chiunque sia stato completamente inoculato per almeno cinque mesi. Lo fa sapere direttamente il ministro della sanità, Nitzan Horowitz.

Il ministro aveva già chiarito a Channel 13 che si stava valutando di non rilasciare il green pass a chi non avesse ricevuto la terza dose.

Nel frattempo due milioni di israeliani hanno già ricevuto il richiamo.

Nella conferenza stampa di domenica – come riporta The Jerusalem post – che ha visto la partecipazione anche del direttore generale del ministero della Salute, Nachman Ash, del commissario per il coronavirus, Salman Zarka e della dottoressa Sharon Alroy-Preis, Responsabile dei Servizi Sanitari Pubblici del Ministero, si è detto che le persone alle quali è stata somministrata la terza dose o che sono state recentemente vaccinate, saranno esentate dall’isolamento quando arriveranno dall’estero.

Mentre invece per quanto riguarda il rilascio del green pass – afferma il Commissario israeliano per il coronavirus, Zarka – verrà dato, a partire dal 1 ottobre:

  • solo a coloro che hanno ricevuto la seconda dose negli ultimi cinque mesi,
  • a coloro che hanno ricevuto una terza dose di richiamo,
  • a quelle persone che sono guarite negli ultimi sei mesi o che sono guarite e hanno ricevuto un’iniezione.

La Zarka ha anche detto: “Stiamo aggiornando la nostra definizione di cosa significa essere vaccinati”.

Coloro che hanno ricevuto un richiamo – afferma Sharon Alroy-Preis – sono 10 volte più protetti da infezioni e sintomi gravi rispetto a coloro che hanno ricevuto due dosi.

The Jerusalem post ricorda inoltre che nell’ultima settimana, sono stati somministrati più di 100.000 vaccini al giorno nei giorni feriali, per lo più richiami, ma anche prima e seconda dose.

Gli israeliani che hanno ricevuto almeno una dose sono circa 5,95 milioni, mentre quelli che hanno ricevuto la doppia dose sono 5,46 milioni.

Questo comunque non ha fermato il contagio, infatti domenica si registravano 726 pazienti con Sars-Cov-2 in gravi condizioni, il numero più alto da marzo. La scorsa settimana invece il numero di pazienti in gravi condizioni erano circa 680/700.

Più precisamente – scrive Israel news – sabato, 7.071 persone in Israele sono risultate positive al COVID-19, secondo le statistiche del Ministero della Salute. A partire da domenica, c’erano 80.579 casi attivi di COVID in Israele, con 1.175 ricoverati in ospedale, 726 in condizioni gravi, di cui 149 attaccati ai ventilatori. Il bilancio delle vittime dall’inizio della pandemia è stato di 6.958.

Riguardo invece i positivi, sabato erano 7.071, al momento ci sono più di 80.000 casi attivi e va ricordato che durante il picco della terza ondata i casi attivi erano 88.000.

Si specifica che il numero di test somministrati si ​​sabato è stato inferiore a quello dei giorni feriali, 100.000 anziché 150.000, quindi il tasso di persone con esito positivo è stato superiore al 7%.

Il prof. Eran Segal, uno dei massimi consiglieri del governo sul coronavirus, ha detto domenica mattina, intervistato da Army Radio, che l’intera popolazione disponibile all’inoculazione dovrebbe ricevere la terza dose di vaccino.

“Dal momento in cui abbiamo capito che il vaccino sta svanendo, la cosa giusta da fare è somministrare una terza dose all’intera popolazione che è stata vaccinata cinque mesi o più fa”, ha affermato il prof. Segal.

Ricordiamo che pochissimi giorni fa il ministro della Salute, Nitzan Horowitz, aveva dichiarato a Channel 13 che considerato il fatto che il vaccino “perde la sua efficacia dopo un certo periodo, non c’è giustificazione per dare un lasciapassare verde a qualcuno che non ha ricevuto un’altra dose”.

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