In Israele procede la campagna di vaccinazione per somministrare la terza dose. Si è già raggiunto il numero di 420mila inoculati. Ma 14 israeliani si sono contagiati nonostante la terza dose di vaccino.

I dati del Ministero della Salute dello Stato di Israele sono stati forniti da Channel 12 News e ripresi da The Times of Israel.

La notizia è di ieri e non si sa al momento se le 14 persone abbiano contratto il virus prima o dopo aver ricevuto il richiamo di vaccino Covid.

Nel frattempo due dei 14 contagiati sono stati ricoverati in ospedale. Undici dei 14 casi avevano più di 60 anni, mentre i restanti 3 erano individui immunocompromessi sotto i 60 anni.

Quindi ricapitolando:

  • 11 contagiati over 60 (tra questi 2 ricoverati),
  • 3 contagiati under 60.

Va aggiunto che sono 420mila le somministrazioni della terza dose dall’inizio della campagna di richiamo del Ministero della Salute.

In Israele oltre 5,8 milioni di cittadini hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, rispetto ad una popolazione di circa 9,3 milioni. Gli israeliani che hanno ricevuto due dosi sono al momento 5,4 milioni, mentre quelli a cui è stata somministrata la terza dose sono 420mila.

Il governo israeliano – comunica The Times of Israel – ha discusso anche di un’altra eventuale chiusura, come avevamo accennato nel nostro post “Israele torna al pass sanitario e obbligo mascherine. Eventuale lockdown a settembre“, ma i canali di TV ebraica 12 e 13 hanno fatto sapere che il ministro dell’Istruzione Yifat Shasha-Biton ha definendo un “crimine” la pianificazione per la vaccinazione degli studenti nelle scuole, inoltre che l’opzione di un lockdown va rimossa “dall’ordine del giorno”.

Il ministro dell’intelligence Elazar Sternfa sapere The Times of Israel – ha detto che è necessario “eliminare la parola ‘blocco’ dal lessico”, perché è come se le persone stessero vivendo “sotto minaccia”.

Hamad Amar, un dirigente del Ministero delle Finanze, ha affermato che “il lockdown non è una soluzione“, che l’Australia è attualmente all’ottava chiusura, ma i casi sono comunque ancora in aumento.

Altri ministri invece hanno sottolineato che un lockdown è necessario, ma che si deve parlare pubblicamente prima di imporlo alla popolazione.

Va data anche notizia su Meirav Cohen, ministro per l’uguaglianza sociale, la quale si è unita alle proteste dei ministri contro l’esclusione delle sinagoghe legata alle nuove restrizioni ai raduni nell’ambito del rinnovato sistema green pass.

Ricordiamo che con il green pass “in formula piena” gli assembramenti di qualsiasi dimensione, sia al chiuso che all’aperto, sono limitati solo ai vaccinati, ai guariti dal virus o a tutti quelli che presentano un test Covid negativo.

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