Presto sarà disponibile un protocollo nazionale per la gestione domiciliare dei pazienti Covid-19, che sarà valido per tutte le Regioni italiane.

Il Senato ha approvato l’ODG per attivare la costituzione del protocollo per le cure a domicilio del paziente Covid, con 212 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astensioni.

L’ordine del giorno é stato firmato da tutti i gruppi parlamentari presenti in Senato, mentre le due precedenti mozioni che erano state presentate dal Movimento 5 stelle e dalla Lega sono state ritirate. Questo per procedere alla stesura di un testo unico.

Il Governo dunque viene impegnato:

  1. ad aggiornare, per il tramite dell’Istituto Superiore di Sanità, Agenas ed AIFA, i protocolli e linee guida per la presa in carico domiciliare da parte di MMG, PLS e medici del territorio, dei pazienti COVID-19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo;
  2. ad istituire un Tavolo di monitoraggio ministeriale, in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale, vista la crescente complessità gestionale e la necessità di armonizzare e sistematizzare tutte le azioni in campo;
  3. ad attivare, per una efficace gestione del decorso, fin dalla diagnosi, interventi che coinvolgano tutto il personale presente sul territorio in grado di fornire assistenza sanitaria, accompagnamento socio-sanitario e sostegno familiare;
  4. ad attivarsi affinché le diverse esperienze e dati clinici raccolti dai Servizi Sanitari Regionali confluiscano in un protocollo unico nazionale di gestione domiciliare del paziente Covid-19;
  5. ad affiancare all’implementazione del protocollo nazionale per la presa in carico domiciliare dei pazienti Covid-19 un piano di potenziamento delle forniture di dispositivi di telemedicina idonei ad assicurare un adeguato e costante monitoraggio dei parametri clinici dei pazienti.

Il comunicato del gruppo Terapia domiciliare C-19

Il Senato ha votato si, con 212 voti favorevoli, perchè il Governo si attivi per l’istituzione di un protocollo unico nazionale per la gestione domiciliare dei malati Covid.

Ci siamo arrivati a fatica, dopo un anno di battaglia (che per inciso non è ancora finita), sia contro il virus che per farci ascoltare, ma siamo ad una svolta.

Questo grazie allo straordinario gruppo di lavoro cui ha dato vita Erich Grimaldi, dove il coordinamento e la comunità di intenti sono stati il naturale collante per chi ha sposato una causa nell’interesse di tutti, tra cui in primis i medici, in particolar modo il professor Luigi Cavanna e il dottor Andrea Mangiagalli, ma anche tutti i professionisti che concorrono ogni giorno a dare voce ai malati e alle cure domiciliari precoci.

Un ringraziamento anche a chi, in politica, ha finalmente dato ascolto alle nostre richieste, come Massimiliano Romeo e Pierpaolo Sileri. Se la politica tutta avvallerà questo cambiamento, significherà che quanto è stato fatto, oltre ad aver aiutato migliaia di persone, è riuscito a mettere per mano anche posizioni normalmente tra loro molto diverse, facendoci vedere di nuovo cosa può fare la politica quando decide di lavorare insieme per i cittadini. Ora attendiamo i prossimi passi.

Con orgoglio, la vostra Portavoce, Valentina Rigano.

https://www.facebook.com/terapiadomiciliarecovid19/posts/137060175091344

Un passo indietro nella storia di questo ultimo anno

Sui farmaci maggiormente discussi dalla comunità scientifica, da medici e scienziati, sulle battaglie legali dei medici che hanno curato i pazienti a casa fin dal primo giorno dall’avvento del Covid, seguiti dall’avvocato napoletano, presidente e fondatore del Comitato terapia domicilare Covid-19, Erich Grimaldi, riportiamo una breve parentesi della storia di questo ultimo anno e ricordiamo:

  • che come descrive Quotidiano sanità: “A seguito della pubblicazione dello studio – un’analisi condotta su un campione di esaminato 96.000 pazienti Covid-19 ricoverati in ospedale – l’OMS decideva di sospendere i trial su clorochina e idrossiclorochina previsti dal programma di sperimentazione Solidarity. I dati avevano rilevato un tasso di mortalità più alto tra i pazienti in terapia con questi due farmaci. “L’Executive group del programma di sperimentazione Solidarity trial, in rappresentanza di 10 paesi partecipanti, ha disposto una sospensione temporanea dei trial con questi due farmaci, decidendo di avviare una revisione critica su tutti i dati disponibili sulla sicurezza di questi trattamenti per valutare adeguatamente i potenziali danni e benefici”, annunciava ai giornalisti il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Tutto ciò accadeva il 25 maggio.
  • Che The Lancet (il 5 giugno) dopo aver pubblicato uno studio si era poi scusata ritrattandolo.
  • Che anche il New England Journal of Medicine (NEJM) viene costretto dalle evidenze a ritirare lo studio, infatti all’epoca 150 medici firmarono una lettera aperta alla rivista The Lancet mettendo in discussione le conclusioni dell’articolo – come illustra Quotidiano Sanità – “chiedendo di rendere pubblici i commenti sulla revisione paritaria che hanno preceduto la pubblicazione”.
  • Che il 3 giugno l’OMS annuncia la ripresa degli studi sull’idrossiclorochina e clorochina.
  • In uno studio pubblicato sull’European Journal of internal medicine si é dimostrato che l’uso di idrossiclorochina (HCQ) era associato ad un rischio di morte inferiore del 30% nei pazienti ospedalizzati con COVID-19.
  • Che In Italia l’AIFA nella comunicazione del 26 maggio sospendeva “l’autorizzazione all’utilizzo di idrossiclorochina per il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2, al di fuori degli studi clinici, sia in ambito ospedaliero che in ambito domiciliare”, inoltre che il suo utilizzo veniva “conseguentemente escluso dalla rimborsabilità”.
  • Che sempre l’AIFA sospendeva anche la clorichina il 29 maggio.
  • Che ancora l’AIFA nella nota del 22 luglio aveva sospeso l’autorizzazione all’utilizzo off label dell’idrossiclorochina per il trattamento del Covid-19.
  • Che nell’ordinanza 7097/2020, pubblicata l’11 dicembre 2020, la III sezione del Consiglio di Stato italiano diceva sì all’uso dell’idrossiclorochina come trattamento per il Covid-19, sospendendo l’efficacia della nota AIFA del 22 luglio 2020, affermando: “La persistente incertezza circa l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina, dichiarata da Aifa per giustificare il proseguimento della sua valutazione in studi clinici randomizzati – non è motivo legale sufficiente per giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale”.
  • Che i medici Fabrizio Salvucci, Giuseppe Giorgio Stramezzi, Riccardo Szumsky e Luca Poretti, rappresentati e difesi dagli avvocati Erich Grimaldi e Valentina Piraino, hanno chiesto, ed hanno ottenuto dal TAR LAZIO (4 marzo 2021), l’annullamento previa sospensione dell’efficacia della nota AIFA del 9 dicembre 2020 recante “principi di gestione dei casi covid19 nel setting domiciliare”.

http://www.senato.it/3818?seduta_assemblea=19801

Il testo dell’ODG Senato terapia domiciliare Covid-19

Senato – Giovedì 8 aprile 2021 alle ore 9,30 313a Seduta Pubblica

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