Il Movimento Ippocrate scrive una petizione indirizzata alla Presidenza del consiglio dei ministri, dove chiede che vengano al più presto autorizzati e resi disponibili vaccini a virus inattivato.

IppocrateOrg, che ha appena pubblicato sul portale di riferimento di aver trattato 60mila pazienti Covid, ha anche un Comitato Medico Scientifico nazionale ed internazionale.

“Un anno di esperienza nelle Terapie Precoci Personalizzate – scrivono dal Movimento Ippocrate – ha permesso al di individuare i farmaci più efficaci per la cura del Covid. Dopo 60.000 pazienti trattati (ZERO decessi tra quelli arrivati entro il quinto giorno dall’insorgenza dei sintomi; 7 decessi in coloro arrivati dal sesto giorno in poi) possiamo permetterci di affermare che il Covid, nei primi giorni dall’insorgenza dei sintomi, si cura e si guarisce SEMPRE soltanto con 3 o 4 giorni di semplice terapia domiciliare”.

All’interno del testo, a firma di Mauro Rango, presidente dell’organizzazione, viene specificato che una malattia se curata per tempo “NON porta MAI alla morte” e richiederebbe “una decisione politica e sanitaria che consentisse ai cittadini di essere curati piuttosto che vaccinati”.

Viene però anche detto che comunque “per qualche ragione si è invece preferito la strada della chiusura dell’economia e della vaccinazione”, quindi che il “Movimento” rispetta ogni scelta e proprio per questo i medici vogliono “garantire a coloro che scelgono la vaccinazione di poter accedere a vaccini NON sperimentali” di cui sono ben conosciuti gli effetti avversi di medio lungo termine.

IppocrateOrg scrive quindi una petizione al riguardo e spiega nel testo indirizzato al Governo italiano che “in Italia, ad oggi, sono disponibili soltanto vaccini genici sperimentali di cui non si conoscono gli effetti avversi sul medio lungo termine”.

Poi si ricorda che invece, ad esempio, in Cile le persone hanno potuto scegliere tra il vaccino genico sperimentale ed vaccino tradizionale a virus inattivato. La popolazione cilena ha dunque scelto per il 93% il vaccino tradizionale, mentre solo il 7% ha preferito optare per il vaccino genico.

“Il diritto di accesso alle cure e alla libertà di scelta va garantito”, concludono dal Movimento Ippocrate.

Documenti allegati alla petizione