I “bla bla bla” di Greta Thunberg smontati dalla scienza. Prof. Zichichi: “Le attività umane incidono sul riscaldamento globale al livello del 5%”

"È bene precisare che cambiamento climatico e inquinamento sono due cose completamente diverse. Legarli vuol dire rimandare la soluzione...Il riscaldamento globale è tutt’altra cosa"

0
7557

Dopo le ultime manifestazioni “Friday’s for future” promosse da Greta Thunberg e da chi la segue nel marketing e nella comunicazione, andiamo a ripercorrere in questo nostro post alcune dichiarazioni su clima ed inquinamento dello scienziato Antonino Zichichi.

Il fisico di fatto smonta le tesi catastrofiste degli attivisti di Greta e di chi li segue, tesi che la maggior parte dei Governi di tutto il mondo stanno sposando per apportate drastici cambiamenti politico-economici alle nostre società e per introdurre la “Quarta Rivoluzione Industriale”.

Zichichi ad esempio già nel 2015, intervistato da Nicola Porro per Il Giornale diceva delle cose molto interessanti all’indomani della riunione dei capi di Stato a Parigi sui problemi dell’ambiente: “…Le previsioni hanno senso solo a breve termine. Quelle sul tempo di domattina hanno margini di errori bassissimi, quelle tra 15 giorni sono inattendibili. Si figuri una previsione sul clima a dieci anni. Quello che funziona bene è il cosidetto ‘now casting’; lo abbiamo scoperto noi con un progetto pilota della Wfs (World federation of scientist) in Cina studiando il Fiume Giallo che causava migliaia di morti per le previsioni a lungo termine che davano troppo spesso falsi allarmi. La gente ignorava gli allarmi restando a casa. Fino a quando noi abbiamo introdotto le previsioni a breve termine: ‘now casting’. Ecco perché il presidente Den Xiao Ping mi ricevette a Pechino come fossi un capo di Stato e mi disse che avrebbe sostenuto l’istituzione di un laboratorio mondiale per una scienza senza segreti e senza frontiere come facciamo al Cern e a Erice nel Centro di Cultura Scientifica che porta il nome del pupillo di Fermi, Ettore Majorana”.

Il professore emerito del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, sempre nel 2015, aggiungeva alcuni passaggi in cui differenziava le problematiche legate all’inquinamento da quelle climatologiche, infatti affermava: “Io mi limito a dire che ci sono 72 emergenze planetarie che a differenza di quelle climatiche sono verificabili, certe, scientificamente provabili. Una di queste ad esempio e riguarda l’oggi, è l’acqua. Servirebbero molte risorse per renderla disponibile e pulita per milioni di persone come ha ricordato Papa Francesco”.

Ed ancora: “…Facciano leggi che puniscano severamente l’inquinamento senza confondere i veleni con le problematiche climatologiche, come sono CO2 ed effetto serra. Bisogna demonizzare i veleni che vengono impunemente versati nell’atmosfera. L’anidride carbonica (CO2) è cibo per le piante. Se nell’atmosfera non ci fosse stata CO2 non sarebbe nata la vita vegetale. E siccome la vita animale viene dopo quello vegetale noi non saremmo qui. L’effetto serra non è un nostro nemico. Se non ci fosse l’effetto serra la temperatura di questo satellite del sole sarebbe 18 gradi sotto zero. L’effetto serra ci regala 33 gradi”.

Andando ancora a ritroso nel tempo (2012) troviamo sempre lo scienziato sul The Wall Street Journal, la testata di Dow Jones & Company titolava: “Non c’è bisogno di farsi prendere dal panico per il riscaldamento globale. Non esiste un argomento scientifico convincente per un’azione drastica per ‘decarbonizzare’ l’economia mondiale”.

Nel 2019 l’Huffington post riportava altre affermazioni di Zichichi rilasciate sempre a Il Giornale, anche qui il fisico ci teneva a specificare in maniera molto chiara le differenze tra clima ed inquinamento, quindi diceva: “È bene precisare che cambiamento climatico e inquinamento sono due cose completamente diverse. Legarli vuol dire rimandare la soluzione. E infatti l’inquinamento si può combattere subito senza problemi, proibendo di immettere veleni nell’aria. Il riscaldamento globale è tutt’altra cosa”.

“Il riscaldamento globale – continua Zichichi – dipende dal motore metereologico dominato dalla potenza del Sole. Le attività umane incidono al livello del 5%: il 95% dipende invece da fenomeni naturali legati al Sole. Attribuire alle attività umane il surriscaldamento globale è senza fondamento scientifico“.

Ma il fisico in quell’intervista ne ebbe da dire anche per Greta: “Greta ha parlato di clima per attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. E c’è riuscita. Ma se non c’è la logica, e quindi la matematica e poi la scienza, cioè la prova sperimentale, il clima rimane quello che è: una cosa di cui si parla tanto, senza usare il rigore logico di un modello matematico e senza essere riusciti a ottenere la prova sperimentale che ne stabilisce il legame con la realtà. Greta non dovrebbe interrompere gli studi, come ha detto di volere fare. Greta dovrebbe dire che di clima bisognerebbe iniziare a parlarne alle scuole elementari”.

© Riproduzione riservata