Riprendiamo una parte dell’intervista che il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha concesso a Il Messaggero, riguardante il DDL ZAN.

Il disegno di legge n.2005 recante “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, é venuto alla ribalta ancora una volta dopo che il cantante Fedez ha parlato il 1 maggio al Concertone promosso dai sindacati nel giorno della Festa dei lavoratori.

Segue stralcio dell’intervista rilasciata dalla Meloni a Il Messaggero

Fedez dal palco del concertone ha difeso il ddl Zan attaccando la Lega. Un intervento anti-politico più forte della stessa politica?

“Nulla di sorprendente. Per l’ennesima volta il Concertone è stato un pretesto per battaglie ideologiche, come il ddl Zan, che non c’entrano nulla con il lavoro e i diritti dei lavoratori. Il tutto sulla tv pubblica e a spese degli italiani. In questo contesto c’è chi usa quel palco per farsi pubblicità e confezionarsi un megaspot, utile per ad affermarsi ulteriormente nei circuiti che contano”.

E le accuse di censura? La Rai certo non ne esce bene.

“Se c’è qualcuno che è penalizzato in Rai, e in particolare su Rai3, non è certo la sinistra e i suoi sostenitori – cantanti e artisti del Concertone compresi – ma l’opposizione al governo. E non sono io a dirlo ma i dati. A questo si aggiunge un paradosso: parla di censura chi vorrebbe introdurre con il ddl Zan la censura per legge e punire con il carcere chi non si allinea al pensiero unico dominante. I Fedez di turno sono utili al sistema e servono solo a prestare un volto accettabile a questa deriva liberticida”.

Intervista Giorgia Meloni, Il Messaggero

DDL ZAN