Event 201: la simulazione della pandemia globale da coronavirus

Event 201: la simulazione della pandemia globale da coronavirus

Il “nuovo coronavirus zoonotico, trasmesso da pipistrelli a maiali a persone che alla fine diventa efficacemente trasmissibile da persona a persona, portando a una grave pandemia…La malattia inizia negli allevamenti di suini in Brasile, inizialmente in silenzio e lentamente, ma poi inizia a diffondersi più rapidamente negli ambienti sanitari…”, così recita il Center for Health Security” dal sito web ufficiale, dove descrive lo scenario dell’esercitazione, attraverso la simulazione virtuale di una pandemia globale da coronavirus.

L’evento ha suscitato poi enormi dubbi, soprattutto da chi riteneva fosse troppo predittivo di quello che poi é accaduto con il coronavirus SarsCov2, partito dalla Cina.

Ma poi gli scienziati, in tutto il mondo, chiariranno che il coronavirus contro il quale si sta combattendo ora non c’entra nulla con gli altri, ma di questo ne riparleremo in maniera più approfondita riportando gli studi scientifici.

event 201 coronavirus zoonotico

Cos’é Event 201

EVENT 201 si é svolto il 18 Ottobre 2019 a New York City, ospitato dal “Johns Hopkins Center for Health Security“, in collaborazione con il “World Economic Forum” e la “Bill & Melinda Gates Foundation”.
L’obiettivo era mettere in risalto, la necessità di una cooperazione globale tra gli attori pubblici e privati, al fine di contrastare gli impatti economici e sociali delle gravi pandemie.
 
Una parte fondamentale dell’Event 201 fu dunque: quella di comprendere che per far fronte allo scenario tragico che si presentava, era necessaria la cooperazione tra i governi nazionali, le istituzioni internazionali, le industrie, nonché la società civile.
Ma anche che per superare la pandemia globale (simulata virtualmente), ed evitare la catastrofe in tutti gli stati, era necessaria la completa integrazione dei sistemi sanitari, sia pubblici che privati.
 
Il “Johns Hopkins Center for Health Security” ha successivamente chiarito e dichiarato esplicitamente che l’esercitazione “non era una previsione”, inoltre che gli input usati “per modellare il potenziale impatto di quel virus immaginario non sono simili a nCoV-2019”.
coronavirus peluche Gates foundation

Di seguito la traduzione dal sito web ufficiale

Lo scenario di “Event 201”

L’ Evento 201 simula lo scoppio di un nuovo coronavirus zoonotico trasmesso da pipistrelli a maiali a persone che alla fine diventa efficacemente trasmissibile da persona a persona, portando a una grave pandemia.

L’agente patogeno e la malattia che causa sono in gran parte modellati sulla SARS, ma è più trasmissibile in ambito comunitario da persone con sintomi lievi. La malattia inizia negli allevamenti di suini in Brasile, inizialmente in silenzio e lentamente, ma poi inizia a diffondersi più rapidamente negli ambienti sanitari.

Quando inizia a diffondersi efficacemente da persona a persona nei quartieri a basso reddito e densamente affollati di alcune delle megalopoli del Sud America, l’epidemia esplode. Viene prima esportato per via aerea in Portogallo, negli Stati Uniti e in Cina e poi in molti altri paesi. Sebbene all’inizio alcuni paesi siano in grado di controllarlo, continua a diffondersi e a essere reintrodotto, e alla fine nessun paese può mantenere il controllo.

Non è possibile che un vaccino sia disponibile nel primo anno. Esiste un farmaco antivirale immaginario che può aiutare i malati ma non limitare in modo significativo la diffusione della malattia. Poiché l’intera popolazione umana è suscettibile, durante i primi mesi della pandemia, il numero cumulativo di casi aumenta esponenzialmente, raddoppiando ogni settimana. E man mano che i casi e le morti si accumulano, le conseguenze economiche e sociali diventano sempre più gravi.

Lo scenario termina al punto di 18 mesi, con 65 milioni di morti. La pandemia sta iniziando a rallentare a causa della diminuzione del numero di persone sensibili. La pandemia continuerà in una certa misura fino a quando non vi sarà un vaccino efficace o fino a quando l’80-90% della popolazione mondiale non sarà stata esposta. Da quel momento in poi, è probabile che sia una malattia endemica dell’infanzia.

Il Johns Hopkins Center for Health Security in collaborazione con il World Economic Forum e la Bill and Melinda Gates Foundation ha ospitato l’Evento 201, un esercizio di pandemia di alto livello il 18 ottobre 2019 a New York, NY.

L’esercizio ha illustrato le aree in cui saranno necessari partenariati pubblico / privato durante la risposta a una grave pandemia al fine di ridurre le conseguenze economiche e sociali su larga scala.

Dichiarazione su nCoV e il nostro esercizio di pandemia

Negli ultimi anni, il mondo ha visto un numero crescente di eventi epidemici, pari a circa 200 eventi all’anno. Questi eventi sono in aumento e sono dannosi per la salute, le economie e la società.

La gestione di questi eventi mette già a dura prova la capacità globale, anche in assenza di una minaccia pandemica.

Gli esperti concordano sul fatto che è solo questione di tempo prima che una di queste epidemie diventi globale, una pandemia con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Una grave pandemia, che diventa “Event 201”, richiederebbe una cooperazione affidabile tra diversi settori, governi nazionali e istituzioni internazionali chiave.

Le dichiarazioni del Johns Hopkins Center for Health Security

Nell’ottobre 2019, il Johns Hopkins Center for Health Security ha ospitato un esercizio da tavolo pandemico chiamato Event 201 con partner, il World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates Foundation. Di recente, il Center for Health Security ha ricevuto domande sul fatto che quell’esercizio di pandemia abbia predetto l’attuale nuovo focolaio di coronavirus in Cina.

Per essere chiari, il Centro per la sicurezza sanitaria e i partner non hanno fatto una previsione durante il nostro esercizio da tavolo.

Per lo scenario, abbiamo modellato una pandemia immaginaria di coronavirus, ma abbiamo dichiarato esplicitamente che non era una previsione. Invece, l’esercizio è servito a evidenziare le sfide di preparazione e risposta che potrebbero sorgere in una pandemia molto grave.

Non prevediamo ora che l’epidemia nCoV-2019 ucciderà 65 milioni di persone. Sebbene il nostro esercizio da tavolo includesse un finto coronavirus, gli input che abbiamo usato per modellare il potenziale impatto di quel virus immaginario non sono simili a nCoV-2019.

 

FONTI:

Le foto sono raccolte da:

Le parti di testo del John Hopkins Center for Health Security sono tradotte da:

 

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