Dott. Oliviero sul Covid19: “situazione che non ha eguali dalla seconda guerra mondiale ad oggi”
Novembre 30, 2020 2593 Visualizzazioni

Dott. Oliviero sul Covid19: “situazione che non ha eguali dalla seconda guerra mondiale ad oggi”

“Sta succedendo quello che avevo ipotizzato già nel marzo di quest’anno”, così esordisce lo psichiatra dott. Oliviero e aggiunge che se c’é una pandemia un agente virale deve diffondersi “in maniera ubiquitaria su tutto il pianeta”.

In un convegno organizzato a Milano, chiamato “del Riavvicinamento Sociale del Miglior Tipo”, Francesco Oliviero, in presenza dell’avv. Lillo Musso, descrive la situazione e la sua visione sulla “presunta pandemia”, facendo una panoramica che va dalla diffusione del virus alla mancanza di autopsie, dalle cause di morte al perché la “comunicazione della paura” stia influenzando non solo la psiche delle persone negativamente, ma anche come porti all’aggravamento delle situazioni a rischio.

Il dottore spiega nel dettaglio tutto ciò che riguarda la parte medico-scientifica relativa alla diffusione virale, ma anche ciò che riguarda le cause di morte, che come oggi sappiamo sono state determinante da “coagulazione intravascolare disseminata”.

Oliviero conferma anche che le parole che si stanno utilizzando nei canali comunicativi ufficiali abbiano influito, e stiano ancora influendo, in maniera negativa, sulla psiche delle persone. Spiega inoltre come sia stata inculcata “l’angoscia di morte” nella popolazione e come questo possa aver portato ad aggravare certe situazioni.

Il dottore dice che “siamo oltre la psicosomatica”, e che stiamo entrando direttamente nell’area della “bioenergetica”. Poi racconta un aneddoto che avveniva successivamente al prelevamento degli anziani dalle loro case per dirigerli negli ospedali: “…il soggetto anziano veniva portato in ospedale per fare il tampone, i familiari non potevano seguirlo, nel momento in cui il tampone risultava positivo, i miei colleghi mi hanno detto che la saturazione di ossigeno nell’arco di 15/30 minuti, nel momento in cui si dava la diagnosi ‘lei é un covid-19 positivo‘ andava in desaturazione, andava praticamente sotto i 90 ed il soggetto finiva in insufficienza respiratoria in semi-intensiva”.

  • Clicca qui sotto per vedere il video:

CONVEGNO del dott. OLIVIERO

Quindi lo psichiatra specifica quanto le parole possono determinare un aggravamento delle condizione psicofisiche, anche perché dice che le persone “sono state anche abbandonate dai loro familiari” e sono finite poi “in una condizione di isolamento”.

Oliviero parla anche della “coagulazione intravascolare disseminata” e del fatto che non sono state fatte immediatamente le autopsie, procede poi dicendo: “Dire che un soggetto deceduto possa emanare virus durante un’autopsia, se l’avessi detto al mio professore di medicina legale mi avrebbe bocciato, così come se io avessi detto al mio professore di microbiologia, al secondo anno di medicina, che un portatore sano asintomatico può essere contagioso”.

Lo psichiatra definisce tutto questo “crimini contro l’umanità“, ed infatti dal minuto 10.40 spiega che i primi tamponi erano quelli del Sars-Cov-1, aggiungendo che “siamo di fronte ad una deriva democratica”, ma anche che “siamo di fronte ad una situazione che non ha eguali dalla seconda guerra mondiale ad oggi”.

Il video che segue é pubblicato dall’avvocato Lillo Massimiliano Musso, che é il portavoce del movimento “Forza del Popolo“, gruppo che propone le questioni proprie del Riavvicinamento Sociale.

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