Se non abbiamo ancora avuto un approccio con “Cuerdas” possiamo guardarlo, con calma e attenzione, fino alla fine.

Il piccolo film d’animazione, così ricco e carico di contenuti, é il secondo di Pedro Solís García, ed é vincitore del Goya® 2014 nella categoria “Miglior cortometraggio di animazione spagnola“.

Il regista ha scritto la sceneggiatura perché egli stesso ha avuto un bambino con una grave disabilità.

Il limite della diversità lo supererà Maria che con il suo entusiasmo e caparbietà riuscirà a ricevere anche qualche, anzi potremmo dire le più profondi forme di interazione con il piccolo sulla sedia a rotelle. Una bambina piena di fantasia e di creatività, che abbatterà ogni pregiudizio…

Noi di theitaliantribune.it pensiamo che: “Cuerdas può essere la più semplice e chiara rappresentazione di come le esperienze che facciamo nella vita segnano alcuni passaggi fondamentali, come ad esempio: “chi e cosa essere” da grandi, ma anche come migliorare il nostro approccio alla vita”.

Come nasce il cortometraggio

Pedro Solís García in alcune interviste ha dichiarato: “Alejandra mi ispirò. Aveva solo sei anni ed era figlia unica quando nacque Nicholas, il quale aveva bisogno di tutte le cure del mondo, ma quando vide la sua foto, rimase incantata dal suo fratellino. Lo truccava, gli metteva i bigodini, giocava in tutti i modi con lui. Un giorno ero a Guadalajara e ho sentito una canzone di Bunbury e ho visto tutta la storia davanti ai miei occhi e ho dovuto disegnarla”.

Altre informazioni sul cortometraggio sono sul sito CUERDAS.

Buona visione…