Covid: Le varianti del Coronavirus nel mondo. Ma quante ce ne sono in circolazione?

Covid: Le varianti del Coronavirus nel mondo. Ma quante ce ne sono in circolazione?

Da The italian tribune

Si parla delle varianti del Coronavirus, da quella sudafricana a quella brasiliana, passando per la neo-nata ‘milanese’, senza dimenticare quella inglese. Ma quante ce ne sono in circolazione?

“Sono circa 4.000 le varianti del Coronavirus in circolazione al momento nel mondo e le aziende farmaceutiche stanno lavorando per migliorare i prodotti”. Ad affermarlo il Sottosegretario britannico allo Sviluppo dei vaccini, Nadhim Zahawi, come riportato da The Sun.

Zahawi ha anche detto che è “improbabile che l’attuale vaccino non sia efficace sulle varianti specialmente quando si tratta di malattie gravi e ricoveri”. Ma ha anche ricordato che “tutti i produttori, Pfizer-Biontech, Moderna, Oxford-AstraZeneca ed altri, stanno valutando come migliorare il loro vaccino per assicurarsi di essere pronti per qualsiasi variante”.

Cosa diceva il prof. Palù sulle varianti

Giorgio Palù, a dicembre era stato da poco nominato Presidente dell’AIFA, già professore di microbiologia presso l’Università di Padova, nonché già presidente delle Società italiana ed europea di virologia, dichiarava al quotidiano La Stampa che l’allarmismo che si stava scatenando per la variante del Covid in Gran Bretagna non era “giustificato dai dati scientifici”, inoltre che si trattava “di sequenze genomiche”, ma non c’era “dietro alcuna biologia”.

Il professore aggiungeva, all’interno dell’intervista, anche che quanto accaduto con le notizie relative alla variante inglese riguardavano “un eccesso di prudenza, figlio di una visione allarmistica della pandemia“. Poi specificava che “dal prototipo di Wuhan” erano “già avvenute migliaia di mutazioni”, e che queste consentivano di “tracciare l’evoluzione del virus e classificare i diversi genotipi”, i quali – diceva Palù – “hanno un unico progenitore”. Il presidente AIFA aggiungeva anche che “nessuna di queste mutazioni era correlata con un aumento della virulenza”.

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