Il Garante della privacy è stato chiaro riguardo le vaccinazioni in situazione di emergenza Covid-19, infatti scrive che “il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l’avvenuta vaccinazione anti Covid-19”, inoltre che “il medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati”.

Le FAQ chiarificatrici del Garante sono illustrate e descritte in merito al trattamento dati nell’ambito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 da parte degli “enti locali”, trattamento dati nel contesto delle “sperimentazioni cliniche e delle ricerche mediche”, nel contesto “lavorativo pubblico e privato”, nel contesto scolastico, per le “App nazionali di contact tracing e app regionali per il Covid-19”, trattamento di dati “relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo”.

Insomma il Garante specifica molto bene tutte le situazioni, ma restando nell’ambito delle presunte comunicazioni relative all’avvenuta vaccinazione anti Covid al datore di lavoro, viene specificato – come leggiamo dalle FAQ – che non é possibile richiedere se é stata fatta la vaccinazione (o meno), non é possibile chiedere la copia dei documenti che comprovino l’avvenuta vaccinazione anti Covid-19, non é nemmeno possibile richiedere i dati al medico competente.

Si riporta il testo integrale del Garante

FAQ – trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo

1) Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?

NO. Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l’avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò non è consentito dalle disposizioni dell’emergenza e dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo (considerando 43 del Regolamento).

2) Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati?

NO. Il medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica (artt. 25, 39, comma 5, e 41, comma 4, d.lgs. n. 81/2008).

Il datore di lavoro può invece acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati (es. art. 18 comma 1, lett. c), g) e bb) d.lgs. n. 81/2008).

Garante privacy trattamento dati relativo alla vaccinazione anti covid FAQ

FAQ – Garante privacy trattamento dati relativo alla vaccinazione anti covid

3) La vaccinazione anti covid-19 dei dipendenti può essere richiesta come condizione per l’accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni (ad es. in ambito sanitario)?

Nell’attesa di un intervento del legislatore nazionale che, nel quadro della situazione epidemiologica in atto e sulla base delle evidenze scientifiche, valuti se porre la vaccinazione anti Covid-19 come requisito per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni, allo stato, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” durante il lavoro, come nel contesto sanitario che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori e per i pazienti, trovano applicazione le “misure speciali di protezione” previste per taluni ambienti lavorativi (art. 279 nell’ambito del Titolo X del d.lgs. n. 81/2008).

In tale quadro solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie anche in merito all’efficacia e all’affidabilità medico-scientifica del vaccino, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell’idoneità alla mansione specifica.

Il datore di lavoro dovrà invece limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore (art. 279, 41 e 42 del d.lgs. n.81/2008).