Abbiamo già più volte parlato degli avvocati che stanno lottando all’interno dei tribunali per le libertà fondamentali dei cittadini, per il ripristino della normalità sui luoghi di lavoro e dei bambini nelle scuole.

L’avv. Sandri ha subìto la censura di uno dei suoi ultimi post riguardanti la causa dei tamponi che sta portando avanti e che verrà discussa il 24 marzo a Roma. Ma Facebook ha anche cancellato e bloccato CHI quel post lo aveva salvato e ri-postato.

Possiamo affermare, alla luce dei dati ufficiali che abbiamo a disposizione e che chiunque può trovare su internet presso le istituzioni sanitarie nazionali ed internazionali, che non solo facebook é in errore, ma che quanto scrive Sandri corrisponde al vero, in quanto é la stessa OMS – Organizzazione mondiale della sanità a chiarire in maniera inequivocabile sia sui tamponi che sulla PCR.

L’OMS in una sua nota del 20 gennaio scrive che “se i risultati del test (PCR) non corrispondono alla presentazione clinica, è necessario prelevare un nuovo campione e riesaminarlo utilizzando la stessa tecnologia NAT o una diversa”.

L’ente internazionale già nel breafing del 9 luglio 2020 riportava quanto segue: “Il rilevamento dell’RNA mediante saggi basati sulla reazione a catena della polimerasi a trascrizione inversa (RT-PCR) NON È NECESSARIAMENTE INDICATIVO di virus competente per la replicazione e l’infezione che potrebbe essere trasmissibile e in grado di causare l’infezione”.

E ancora: “Il rilevamento dell’RNA virale non significa necessariamente che una persona sia infettiva e in grado di trasmettere il virus a un’altra persona. Studi sull’utilizzo di colture virali di campioni di pazienti per valutare la presenza di SARS-CoV-2 infettiva sono attualmente limitati”.

Ma in un altro passaggio dello stesso testo, l’OMS diceva (ancora) che “sono necessari ulteriori studi per determinare la durata della diffusione del virus vitale tra i pazienti infetti“.

Anche l’immunologo e direttore del NIAID americano dr. Fauci, responsabile inoltre della Task force USA sull’emergenza Coronavirus, chiarisce in merito alla PCR parlando addirittura di nucleotidi morti e sottolineando quanto segue: la situazione Covid sulla PCR “si sta evolvendo in uno standard che se ottieni una soglia del ciclo di amplificazione di 35 o più, le possibilità che il virus sia competente per la replicazione sono minuscole”. Fauci specifica anche che non si possono mai, “se non quasi mai, coltivare virus da 37 cicli di amplificazione. Quindi – afferma lo scienziato – penso che se qualcuno arriva a 37/38 anche 36 va detto che si sta parlando si nucleotidi morti”.

Ma anche il CTS – Comitato tecnico scientifico si é espresso in merito, specificando all’interno del verbale n.8 (che troviamo tranquillamente sul sito della Protezione Civile) che i tamponi andavano fatti solo ai sintomatici, ed infatti scriveva quanto segue: “in assenza di sintomi il test non è giustificato, in quanto non fornisce un informazione indicativa ai fini clinici ai sensi delle definizioni di ‘caso’. Inoltre – continua il CTS – si ricorda che la procedura prevista per la definitiva conferma del caso é affidata all’Istituto Superiore di SanitàLe comunicazioni di positività non associate a sintomi determinano una sovrastima del fenomeno sul paese, rendendo i dati non omogenei con gli altri diffusi dall’OMS”.

Alla luce di questi fatti e documenti facebook ci dovrebbe spiegare il perché della censura preventiva, non solo a Sandri, ma anche agli altri utenti che hanno condiviso o ri-pubblicato il post.

Il post dell’avv. Mauro Sandri che é stato rimosso

TAMPONI & MAGISTRATURA

I TAMPONI: VERSO L’EPILOGO DI INUTILIZZABILITA’

Il giorno 24 marzo verrà discusso, avanti il tribunale di Roma, il ricorso di urgenza per il riconoscimento dell’erroneità dei dati scaturenti dai test PCR. L’atto redatto con l’apporto di molti medici, ha l’intento di far dichiarare che anche qualora sia accertata la positività al detto test, il dato non possa essere ritenuto attendibile sia perché non sorretto da diagnosi medica sia, soprattutto, perché gli alti cicli di sviluppo in laboratorio ne pregiudicano totalmente il fondamento scientifico.

Nella causa in corso abbiamo prodotto tabelle e referti dai quali si ricava che i cicli di sviluppo dei test utilizzati dai laboratori italiani sono tarati ad oltre 35, addirittura un referto di un laboratorio dell’Emilia Romagna attesta che in quella regione i test si sviluppino a 40 cicli. Varrà rammentare che sopra la soglia dei 25 cicli il margine di errore è talmente elevato da pregiudicare ogni credibilità. I falsi positivi, dovuti agli errori fino ad ora commessi negli sviluppi dei test di laboratorio, sono percentualmente elevatissimi probabilmente oltre l’80%.

Se si eliminano dai conteggi dei casi confermati di COVID-19 l’80% di quelli quotidianamente prospettati in maniera allarmistica, e tale operazione si compie ex tunc, vale a dire dal marzo 2020, cade de plano tutta la narrativa che ha sostenuto e sostiene la legislazione di emergenza. Gli effetti sarebbero devastanti per il governo per le regioni che lo hanno utilizzato ed estremamente benefici per tutti i cittadini italiani. Cadrebbe tutta la divisione dell’Italia a colori, cadrebbe l’obbligo imposto a milioni di lavoratori di sottoporsi ad un test palesemente marginale per l’effettiva diagnosi di positività al covid 19.

Finirebbe anche il vergognoso business molto più lucroso per entità addirittura di quello dei vaccini. Un tampone ha un costo da 70 a 120 euro, viene reiterato spesso su un unico soggetto più di una volta, viene fatto a tappeto su pressoché tutta la popolazione perché obbligatorio per poter accedere ai principali servizi primo tra tutti quello sanitario.

Il risultato è a portata di mano e deve essere assolutamente raggiunto.

Le recenti prese di posizione di dicembre 2020 e di gennaio 2021 dell’OMS sono conclusive nel senso di confermare pienamente la nostra tesi. Nel ricorso abbiamo contestato all’Istituto superiore di sanità, al governo e al ministro della sanità di non essersi adeguati all’indirizzo dettato dalla massima autorità sanitaria mondiale attuando un comportamento di inaudita illegittimità finalizzato a mantenere in essere un grave travisamento dei fatti.

L’India ha dichiarato la cessazione dell’emergenza proprio alla luce del ricalcolo corretto dei positivi effettuato dopo l’intervento dell’OMS. È importante che vi sia una partecipazione corale a questa causa nella quale si può intervenire da qui al 24 marzo. Per informazioni scrivere a popolo.governo@gmail.com

Avvocato Mauro Sandri

L’altro post di Mauro Sandri successivo alla censura

IL POST CENSURATO AL RECORD DI VISUALIZZAZIONI

È stato rimosso un post nel quale comunicavo la data di udienza, avanti il tribunale di Roma, della causa collettiva finalizzata alla non utilizzabilità degli esiti dei test PCR ed antigeni. Per chi conosca la lingua italiana era ben chiaro che la materia del contendere di questa essenziale causa non riguardasse la validità in quanto tale di questi strumenti, ma che si focalizzasse sulla tesi che gli interventi dell’OMS , volti a ridurre i cicli di esami dei test, dovessero essere recepiti anche dalle autorità sanitarie italiane con la conseguenza della necessità di ridurre drasticamente il numero dei casi positivi.
Un intervento meramente giuridico scientifico avente quale referente il più importante organismo sanitario mondiale, tra l’altro quello da cui tutto ha avuto origine…
L’effetto dell’intervento dell’elefante Facebook nella cristalliera delle riflessioni che svolgiamo tra noi, soggetti appartenenti ad una comunità di persone razionali, autocritiche, serene, ma al contempo, ferme e determinate, è stato quello di amplificare a dismisura quel post. Di questa diffusione ringrazio tutti. Una ultima annotazione: Facebook mi ospita ed io non sono abituato ad entrare con le scarpe sporche in casa altrui, ed, infatti, non l’avevo fatto. Allora quale è il motivo vero per cui sono stato censurato? La risposta è banale come quasi sempre lo è la verità.

Avvocato Mauro Sandri

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