In un articolo pubblicato oggi 20 novembre sulla rivista The Lancet il professore Günter Kampf spiega perché non vanno demonizzate le persone che non si sono vaccinate contro il Sars-Cov-2 (sieri anti Covid).

Il professore presso l’Università di Medicina di Greifswald, Institute for Hygiene and Environmental Medicine, in Germania, scrive nel titolo del suo articolo che “stigmatizzare i non vaccinati non è giustificato“.

Infatti Kampf parla degli Stati Uniti e della Germania e avvisa che “funzionari di alto livello hanno usato il termine pandemia dei non vaccinati, suggerendo che le persone che sono state vaccinate non sono rilevanti nell’epidemiologia di COVID-19“.

Allora il professore ammonisce: “L’uso di questa frase da parte dei funzionari potrebbe aver incoraggiato uno scienziato ad affermare che “i non vaccinati minacciano i vaccinati per il COVID-19”.

“Ma questa visione è troppo semplice”, dice Kampf che quindi spiega nel dettaglio: “Vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione“.

Il prof. così elenca solo una piccola parte della casistica riscontrata a livello internazionale: “In Massachusetts, USA, sono stati rilevati un totale di 469 nuovi casi di COVID-19 durante vari eventi nel luglio 2021 e 346 (74%) di questi casi riguardavano persone completamente o parzialmente vaccinate, di cui 274 (79%) erano sintomatici. I valori di soglia del ciclo erano similmente bassi tra le persone completamente vaccinate (mediana 22,8) e le persone non vaccinate, non completamente vaccinate o il cui stato di vaccinazione era sconosciuto (mediana 21,5), indicando un’elevata carica virale anche tra le persone che erano completamente vaccinate”.

Kampf continua a spiegare: “Negli Stati Uniti, entro il 30 aprile 2021 sono stati segnalati un totale di 10.262 casi di COVID-19 nelle persone vaccinate, di cui 2.725 (26,6%) erano asintomatici, 995 (9,7%) erano ricoverati in ospedale, e 160 (1,6%) sono morti”.

Poi il professore parla della Germania e riferisce che “il 55,4% dei casi sintomatici di COVID-19 in pazienti di età pari o superiore a 60 anni era in individui completamente vaccinati”, inoltre che “questa percentuale aumenta ogni settimana”.

“A Münster, in Germania – aggiunge ancora lo scienziato – si sono verificati nuovi casi di COVID-19 in almeno 85 (22%) delle 380 persone completamente vaccinate o che si erano riprese dal COVID-19 e che frequentavano una discoteca”.

Il prof. precisa poi che “le persone vaccinate hanno un rischio inferiore di malattie gravi“, ma anche però che “sono ancora una parte rilevante della pandemia“.

Proprio per questi motivi dice lo studioso che è quindi “sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati“, anche perché, incalza il professore “storicamente, sia gli Stati Uniti che la Germania hanno generato esperienze negative stigmatizzando parti della popolazione per il colore della pelle o la religione”.

The Lancet, Kampf: "Stigmatising unvaccinated is not justified"
The Lancet, Kampf: “Stigmatising unvaccinated is not justified”

Kampf chiude il suo appello con un invito ai funzionari e agli scienziati di alto livello a “fermare la stigmatizzazione inappropriata delle persone non vaccinate, che includono i nostri pazienti, colleghi e altri concittadini, e a compiere uno sforzo maggiore per riunire la società”.

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