Claudio Borghi. Vaccini Covid bambini e giovani: “Stiamo esponendo a dei rischi non necessari”

"La mortalità sotto i 19 anni, di giovani e bambini sani è 0 (ma non 0%, si tratta di 0 persone) perché dall'inizio della pandemia sono morti 24 giovani sotto i 19 anni e tutti avevano patologie pregresse"

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Claudio Borghi. Vaccini Covid bambini e giovani Stiamo esponendo a dei rischi non necessari

Claudio Borghi interviene ancora una volta in aula, alla Camera, questa volta sulla vaccinazione dei bambini e dei giovani.

Il deputato afferma che é una buona occasione “per riflettere su una questione che sta per essere affrontata con estrema leggerezza”, descrive i numeri relativi alla mortalità Covid nei ragazzi e afferma di vedere “con molta preoccupazione” gli eventuali obblighi indiretti che si stanno paventando nelle aule.

La sua dichiarazione del 9 giugno (2021)

“La vaccinazione dei bambini e dei giovani non é una cosa su cui andare in modo NON PONDERATO. La vaccinazione dei bambini e dei giovani non é la stessa cosa che vaccinare una persona a rischio, perché il rapporto rischi/benefici deve essere molto attentamente considerato, non stiamo scherzando. Dato che la mortalità sotto i 19 anni, di giovani e bambini sani è 0 (ma non 0%, si tratta di 0 persone) perché dall’inizio della pandemia sono morti 24 giovani sotto i 19 anni e tutti avevano patologie pregresse. Sono convinto che, seppur rarissimi, gli eventi avversi a seguito di un vaccino siano superiori allo 0, perché qualsiasi numero è superiore allo 0.

Per cui noi stiamo esponendo in ogni caso dei ragazzi a dei rischi non necessari. Per cui bisogna fare molta attenzione, ma anche ad obblighi indiretti. Vedo con molta preoccupazione il discorso relativo a DAD per i ragazzi che non saranno vaccinati, DAD per i bambini. Ma stiamo scherzando? Che cosa facciamo l’apartheid?

…Stiamo facendo una cosa non necessaria. In Germania hanno fermato tutto. E non sono dei pazzi i tedeschi. Vedere di fare gli Open day con dei ragazzini che non hanno in questo momento la capacità di discernere che cosa é bene per loro, ma stanno semplicemente pensando che se vanno a vaccinarsi poi potranno andare in discoteca e che se vanno a vaccinarsi poi non saranno esclusi dagli amici. Ma non sono queste le motivazioni per avere un trattamento sanitario.

Bisogna essere consapevoli, bisogna avere tutti i dati in mano possibili, perché stiamo parlando di bambini non stiamo parlando di persone a rischio che allora uno dice – mi posso anche permettere il rischio della sperimentazione – perché dall’altra parte il rischio della malattia é più grande. In questo caso invece no, é il contrario,: non c’é rischio della malattia, ma dall’altra parte abbiamo invece il rischio della sperimentazione…”.