La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo si é pronunciata oggi in merito ad un contenzioso relativo alla vaccinazione infantile in Repubblica Ceca ed al suo obbligo.

Va ricordato, mentre proseguiamo, che questa pronuncia non ha nulla a che vedere con i farmaci sperimentali e quindi con i “vaccini Covid-19“, che appunto sono sperimentali.

Nella causa Vavřička e altri contro la Repubblica Ceca la Corte infatti non ha riscontrato alcuna violazione della Convenzione. Più nel dettaglio aggiungiamo che nella Repubblica Ceca “esiste un obbligo legale generale – come specifica il comunicato stampa della CEDU – di vaccinare i bambini contro nove malattie ben note. I genitori che non ottemperano a tale obbligo, senza giustificato motivo, possono essere multati, e i bambini che non sono stati vaccinati non sono ammessi agli asili nido”.

Nel caso in particolare ai ricorrenti era stata rifiutata l’ammissione dei propri figli alla scuola materna, mentre altri erano stati multati perché invece si erano rifiutati di vaccinarli.

La Corte europea dei diritti dell’uomo afferma che “le misure contestate dai ricorrenti, valutate nel contesto nazionale, avevano trovato un giusto equilibrio con gli obiettivi perseguiti dallo Stato ceco, vale a dire la protezione contro le malattie che rappresentano un grave rischio per la salute”.

Le conclusioni della corte sono queste:

  • La Corte ha chiarito che, in ultima analisi, la questione da determinare non era se si fosse potuta adottare una diversa e minore politica prescrittiva, come è stato fatto in alcuni altri Stati europei. Piuttosto, era se, nel trovare il particolare equilibrio che avevano, le autorità ceche l’avevano fatto hanno superato il loro ampio margine di valutazione in questo settore. Ha concluso che le misure contestate potrebbero essere considerate ‘necessarie in una società democratica’. Di conseguenza, non c’è stata nessuna violazione dell’articolo 8 della Convenzione“.

La Corte europea dei diritti dell’uomo mette a disposizione della stampa le domande e le risposte in merito alla sentenza per una migliore comprensione di cosa é accaduto nella causa, dunque le abbiamo tradotte e le riportiamo integralmente nel nostro post.

Il video della consegna della sentenza

Le FAQ del caso Vavřička e altri contro la Repubblica Ceca

Di cosa si lamentavano i ricorrenti?

I ricorrenti lamentavano le conseguenze del mancato rispetto della normativa generale della Repubblica Ceca di garantire la vaccinazione di routine dei bambini contro le malattie che sono ben note alla scienza medica.

Cosa prevede la legislazione ceca?

Nella Repubblica ceca, la legge sulla protezione della salute pubblica, in combinazione con un’implementazione decreto ministeriale, prevede la vaccinazione dei residenti stabili e di lungo periodo in linea con il programma definito. Nel caso dei bambini, sono i genitori che devono garantire la conformità. In caso contrario ciò costituisce un reato minore e gli asili nido per bambini fino a tre anni e altri tipi di strutture prescolari (ovvero, accoglienza dei bambini fino all’anno scolastico successivo alla data in cui raggiungono l’età di 6 anni) possono accettare solo bambini che abbiano ricevuto le vaccinazioni, o che hanno ottenuto la certificazione di aver acquisito l’immunità con altri mezzi o di essere impossibilitati a vaccinarsi per motivi di salute.

Quali vaccini sono interessati?

La normativa riguarda i vaccini somministrati contro le malattie infantili ben note alla scienza medica, vale a dire difterite, tetano, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b infezioni, poliomielite, epatite B, morbillo, parotite, rosolia e – per bambini con specificate indicazioni sulla salute – infezioni da pneumococco.

Quali sono state le conseguenze per i richiedenti del mancato rispetto dell’obbligo di vaccinazione?

Cinque domande sono state presentate da “minori richiedenti” che non erano stati ammessi alla scuola materna o da quelli che si erano visti cancellare la loro iscrizione, poiché non erano stati vaccinati o le loro vaccinazioni non corrispondevano alla tempistica prevista dalla normativa. Una domanda (del sig. Vavřička) è stata presentata da un padre che non aveva avuto i suoi due figli vaccinati. Questo errore è stato ritenuto un reato minore ed è stata inflitta un’ammenda.

Quali erano le denunce specifiche dei ricorrenti?

I ricorrenti hanno invocato diverse disposizioni della Convenzione, e in particolare l’articolo 8 (diritto al rispetto per la vita privata) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Perché la Corte non ha riscontrato alcuna violazione dell’articolo 8 della Convenzione?

La Corte ha ritenuto che le misure lamentate dai ricorrenti fossero valutate nel contesto del sistema nazionale, erano in un ragionevole rapporto di proporzionalità rispetto agli scopi legittimi perseguito dallo Stato ceco attraverso il dovere di vaccinazione. Si è concluso che le autorità ceche non hanno ecceduto l’ampia discrezionalità (“margine di valutazione”) di cui godono in questo ambito.

Qual è stato il ragionamento seguito dalla Corte per giungere a questa conclusione?

  • C’è stata un’interferenza? Secondo la giurisprudenza della Corte, la vaccinazione obbligatoria, come intervento medico involontario, rappresenta un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata. Nel caso di specie, c’era una tale interferenza, sebbene di fatto non sia avvenuta alcuna vaccinazione forzata.
  • Qual è l’obiettivo legittimo perseguito dalla legislazione ceca? Lo scopo della legislazione ceca è proteggere dalle malattie che possono rappresentare  un serio rischio per la Salute. Ciò si riferisce sia a coloro che ricevono le vaccinazioni interessate, sia a coloro che non possono essere vaccinati e sono quindi in uno stato di vulnerabilità, contando sul raggiungimento di un livello elevato della vaccinazione all’interno della società in generale per la protezione contro le malattie contagiose in questione. Questo obiettivo corrisponde alle finalità della tutela della salute e della tutela dei diritti degli altri, riconosciuti dall’articolo 8 della Convenzione.
  • Qual è il margine di valutaizone degli Stati nel settore della salute pubblica? Secondo la giurisprudenza della Corte, le questioni di politica sanitaria rientrano nel margine di valutazione delle autorità nazionali. Nella fattispecie, che riguardava specificamente la natura obbligatoria della vaccinazione dei bambini, tale margine doveva essere ampio.
  • L’interferenza con il diritto alla vita privata corrispondeva a una pressante esigenza sociale? Gli articoli 2 (diritto alla vita) e 8 (diritto al rispetto della vita privata) impongono un obbligo positivo agli Stati contraenti di adottare misure appropriate per proteggere la vita e la salute di coloro che si trovano all’interno della loro Giurisdizione. Obblighi simili derivano da altri strumenti internazionali. Nella Repubblica Ceca il dovere di vaccinazione, fortemente voluto dalle autorità mediche competenti, rappresenta la risposta delle autorità nazionali alla pressante esigenza sociale di proteggere la salute pubblica e individuale contro le malattie in questione e per difendersi da un’eventuale tendenza al ribasso del tasso di vaccinazione tra i bambini.
  • Dove entra in gioco l’interesse superiore del bambino in questa domanda? In linea con la giurisprudenza, in tutte le decisioni riguardanti i bambini il loro interesse superiore è di primaria importanza. Ne consegue che esiste l’obbligo per gli Stati di porre il superiore interesse del bambino, e anche quelle dei bambini come gruppo, al centro di tutte le decisioni che riguardano la loro salute e sviluppo. Quando si tratta di immunizzazione, l’obiettivo dovrebbe essere che ogni bambino sia protetto contro malattie gravi. Nella grande maggioranza dei casi, ciò viene ottenuto dai bambini che ricevono il pieno programma di vaccinazioni durante i primi anni. Coloro ai quali tale trattamento non può essere somministrato sono indirettamente protetti contro le malattie contagiose purché il livello richiesto di la copertura vaccinale è mantenuta nella loro comunità; cioè, la loro protezione viene dall’immunità di gregge. Questa politica di salute pubblica si basa su argomenti rilevanti e come tale è coerente con il migliore interesse dei bambini. La Corte ha quindi ammesso che la scelta del legislatore della Repubblica ceca di applicare un approccio obbligatorio alla vaccinazione è supportata da ragioni pertinenti e sufficienti.
  • Che dire dell’efficacia dei vaccini in questione e delle possibili esenzioni? Il dovere di vaccinazione riguarda nove malattie contro le quali la vaccinazione è considerata efficace e sicura dalla comunità scientifica, come è la decima vaccinazione, da somministrare ai bambini con particolari indicazioni sulla salute. Anche se il modello ceco sostiene la vaccinazione obbligatoria, questo non è un dovere assoluto. È consentita un’esenzione dall’obbligo in particolare per i bambini con una controindicazione permanente alla vaccinazione. Può anche essere consentita un’esenzione sulla base della giurisprudenza, in base al caso Vavřička della Corte costituzionale, che successivamente si è sviluppato nel diritto alla laicità obiezione di coscienza.
  • E la sicurezza dei vaccini in questione? Non è contestato che, sebbene del tutto sicuro per la grande maggioranza dei destinatari, in rari casi la vaccinazione può rivelarsi dannosa per un individuo, causando danni duraturi e gravi alla salute individuale. Il governo ha indicato che su circa 100.000 bambini vaccinati ogni anno nella Repubblica Ceca (che rappresenta 300.000 vaccinazioni), il numero di casi di gravi, potenzialmente per tutta la vita, i danni alla salute si sono attestati a cinque o sei. In considerazione di questo molto raro ma senza dubbio rischio molto grave per la salute di un individuo, hanno sottolineato le istituzioni della Convenzione l’importanza di prendere le precauzioni necessarie prima della vaccinazione. Questo evidentemente si riferisce al controllo in ogni singolo caso per eventuali controindicazioni e al monitoraggio della sicurezza dei vaccini in uso. La Corte non ha visto alcun motivo in nessuno di questi aspetti per mettere in dubbio l’adeguatezza del sistema nazionale.
  • I richiedenti sono stati costretti a essere vaccinati o a far vaccinare i loro figli? No. Nella Repubblica Ceca, la vaccinazione è un dovere legale, ma il rispetto non può essere diretto imposto, in quanto non vi è alcuna disposizione che consenta la somministrazione della vaccinazione forzata.
  • Le misure imposte ai ricorrenti erano eccessive? L’applicazione delle sanzioni è utilizzata come metodo indiretto per far rispettare questo dovere. Nella Repubblica Ceca la sanzione può essere considerata relativamente moderata, poiché consiste in una sanzione amministrativa che può essere comminata una sola volta. I ricorrenti hanno beneficiato di una gamma completa di servizi e rimedi legali.
  1. Nel caso del sig. Vavřička, l’importo dell’ammenda era minore rispetto alla scala pertinente e non può essere considerato eccessivamente duro o oneroso.
  2. Per quanto riguarda i bambini candidati, la loro mancata ammissione alla scuola materna ha comportato la perdita di un importante occasione per sviluppare la propria personalità. Tuttavia, questa era una conseguenza (chiaramente previsto per i testi legislativi) della scelta dei genitori di non ottemperare a un dovere legale generale, che aveva lo scopo di salvaguardare la salute dei bambini piccoli in particolare ed era essenzialmente di natura protettiva piuttosto che punitiva.

Secondo la Corte, non può essere considerato sproporzionato per uno Stato richiedere una vaccinazione che rappresenta un rischio remoto per la salute per accettare questa misura di protezione universalmente praticata, per dovere di legge e in nome della solidarietà sociale, per il bene dei piccoli numero di bambini vulnerabili che non possono beneficiare della vaccinazione. La Corte lo ha riscontrato era validamente e legittimamente aperto al legislatore ceco fare questa scelta, che è pienamente coerente con la logica della tutela della salute della popolazione.

  • I bambini richiedenti sono stati in grado di riprendere la loro istruzione scolastica al raggiungimento dell’età di frequenza scolastica obbligatoria? Sì. Gli effetti sui minori richiedenti erano limitati nel tempo. Quando hanno raggiunto l’età di frequenza scolastica obbligatoria, la loro ammissione alla scuola primaria non è stata influenzata dallo stato vaccinale.

È la prima volta che la Corte europea dei diritti dell’uomo esamina un caso di questo tipo?

Sì, è la prima volta che la Corte pronuncia una sentenza sulla vaccinazione obbligatoria
contro le malattie infantili ben note alla scienza medica.

Quale formazione giudiziaria si è pronunciata su questa domanda?

Una Grande Camera di 17 giudici ha emesso una sentenza l’8 aprile 2021.

Questo giudizio è definitivo?

Sì, le sentenze della Grande Camera sono definitive dalla consegna.

Grand Chamber judgment Vavricka and Others v. Czech Republic – obligation to vaccinate children against diseases that were well known to medical science (1)

https://hudoc.echr.coe.int/eng#{%22itemid%22:[%22001-209039%22]}

Q&A on the case of Vavřička and Others v. the Czech Republic

https://www.echr.coe.int/Documents/CP_Czech_Republic_ENG.pdf

https://www.echr.coe.int/Pages/home.aspx?p=home&c=