Calcio: Anche alcuni gruppi di tifosi e ultras dicono NO al green pass

"Siamo consapevoli del momento storico e rispettosi delle normative di prevenzione. Tuttavia, nostro malgrado, riteniamo di non poter snaturare il senso stesso della nostra esistenza"

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Calcio Anche alcuni gruppi di tifosi e ultras dicono NO al green pass

Alcuni tifosi e gruppi ultras affermano con forza e decisione il loro NO al green pass per l’accesso agli stadi di calcio.

Dopo i movimenti NO pass, le associazioni, gli insegnanti, gli studenti ed altre categoria, anche gli ultras fanno sentire la propria voce al riguardo.

I tifosi hanno pubblicato alcune note e comunicati dove esprimono la loro contrarietà a quest’altra norma di restrizione sociale, che porta con sé non pochi dubbi di efficacia nella gestione della sanità pubblica.

Lo stesso Andrea Crisanti, prof. di microbiologia a Padova, ha appunto affermato in più occasioni a La7: “Il green pass non è uno strumento di sanità pubblica. Non esiste nessuna prova che l’uso del green pass modifichi la trasmissione. Il green pass è uno strumento per convincere le persone a vaccinarsi”.

Gli ultras, attraverso comunicati stampa e striscioni apposti fuori agli ingressi degli stadi,  hanno trasmesso i loro messaggi.

Il gruppo 1982 PISTOIA scrive a tutti i gruppi ultras italiani: “Prendiamo pubblicamente posizione contro l’ennesimo strumento di controllo, di oppressione delle libertà e discriminazione che prende il nome di green pass”.

I tifosi della Pistoiese aggiungono: “La vera amicizia, un grande valore in cui oggi solo un gruppo con mentalità la trasforma in fratellanza…o tutti o nessuno”.

tifosi del Palermo entrano anche nello specifico della gestione politica della “emergenza Covid” e dicono: “È legittimo da parte di tutti chiedersi a cosa siano serviti oltre settanta milioni di vaccini somministrati in tutto il paese e le migliaia di tamponi giornalieri se poi vorrebbero tenerci nei nostri settori a mò di scacchiera, seduti, col bavaglio alla bocca e spogli di tutto quello che è il consueto materiale ultras”.

I palermitani parlano della curva come luogo di aggregazione: “Luoghi di ritrovo per più generazioni dove ogni differenza sociale veniva azzerata per almeno un paio d’ore a settimana nel nome dello stare insieme e del vivere con PASSIONE per i propri colori. Sia chiaro: noi comprendiamo tutto e rispettiamo ogni scelta ma questo non significa dovere passivamente accettare per l’ennesima volta un qualcosa che ha l’amaro sapore dell’abuso”.

Si parla però di proteste anche nel resto d’Europa. Come scrive Mediagol anche gruppi ultras francesi del Montpellier hanno avvisato di non voler acquistare gli abbonamenti, mentre i tifosi delle squadre svizzere del Lugano e dello Zurigo si sono rifiutati di entrare allo stadio per vedere il match tra le due squadre.  

tifosi della Salernitana, neopromossa i serie A – come riporta Salernitana news -scrivono che a queste condizioni non ci saranno.

“Comincia una nuova stagione – affermano gli ultras di Salerno – ma NOI, GLI ULTRAS di Salerno, a queste condizioni, NON CI SAREMO. Prendiamo atto delle restrizioni alla capienza dello Stadio Arechi. Recepiamo le modalità di accesso e fruizione dei gradoni che siamo stati abituati ad occupare in una certa maniera. Siamo consapevoli del momento storico e rispettosi delle normative di prevenzione. Tuttavia, nostro malgrado, riteniamo di non poter snaturare il senso stesso della nostra esistenza, volta unicamente al Sostegno ed alla Difesa della Nostra Città attraverso la squadra che la rappresenta ed alla maglia che portiamo cucita addosso”.

Gli steward si oppongono

Anche se il Governo italiano ha chiarito che il green pass potrà essere controllato dagli steward presenti allo stadio, questi ultimi non ci stanno e fanno sapere – come riporta Sportface – che “la circolare del Viminale genera errate interpretazioni”.

Gli steward invitano i delegati della gestione degli eventi “di usare persone diverse, quindi non steward, per il controllo del Green pass”.

“Gli steward sono già pochi – affermano – per controllare i biglietti. Le società dovranno avvalersi di volontari, come uomini delle forze dell’ordine in pensione”.

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