Avvocato Giordano sulla richiesta dello stato vaccinale degli alunni a scuola: “I docenti commettono una grave violazione della privacy”

"Non è possibile trattare e fare domande su dati sensibili, ed i dati sanitari sono dati sensibili"

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Abbiamo parlato con l’avv. Maurizio Giordano della situazione che si sta verificando in alcune scuole riguardo la richiesta da parte di alcuni docenti sullo stato vaccinale degli alunni.

Giordano è in prima linea nella lotta per il ripristino delle libertà costituzionali, nella tutela dei sanitari dall’obbligo vaccinale ed in generale nella tutela dei cittadini da obblighi illegittimi.

L’avocato è anche rappresentante in Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta per il COMICOST – Comitato per le Libertà Costituzionali.

Ci sono arrivate segnalazioni relative a ciò che sta accadendo all’interno delle scuole, più precisamente nelle classi, dove a quanto pare alcuni docenti chiedono agli alunni se sono stati vaccinati o meno. Alcuni docenti chiedono anche se i familiari sono stati vaccinati. Ti volevamo chiedere quali norme violano i docenti in questa circostanza. Aggiungiamo che le segnalazioni che ci sono arrivate da tutta Italia sono sia dirette che comunicateci da gruppi e associazioni locali e nazionali.

I docenti commettono una grave violazione della privacy, direi enorme, perché non è possibile trattare e fare domande su dati sensibili, ed i dati sanitari sono dati sensibili, ai sensi del codice della privacy. Quindi la domanda sullo stato vaccinale di una persona è assolutamente fuori questione. I docenti che la fanno violano chiaramente la privacy degli studenti.

Ora, al di là del fatto grave, perché questo genere di domande porta poi i ragazzini a sentirsi automaticamente esclusi e magari successivamente ghettizzati o addirittura bullizzati dai compagni (non sempre accade per fortuna), che cosa potrebbero fare i genitori per avvisare l’Istituto scolastico del comportamento NON adeguato?

I genitori dovrebbero immediatamente mandare una diffida al dirigente scolastico facendo presente questo fatto, chiedendo che non si ripeta più. Posso portare l’esempio di alcune situazioni in cui i genitori hanno mandato una lettera al dirigente scolastico il quale si è scusato per l’accaduto, ha promesso di fare presente ai docenti che non avrebbero dovuto per nessuna ragione fare queste domande agli alunni ed ha garantito che il fatto non si sarebbe verificato più.

Il green pass per gli studenti, salvo che per gli universitari, però non è previsto a quanto pare. Ci meravigliamo dunque di questa insistenza nel fare domande del genere, addirittura abbiamo saputo che in alcuni casi “la situazione” è stata organizzata per alzata di mano, quindi anche esponendo un’evidenza fisica dei ragazzi al riguardo.

Lo stato vaccinale di una persona è coperto da privacy che è cosa diversa dal green pass, aggiungo che nel green pass non si può distinguere se una persona è vaccinata oppure no, tanto è vero che il green pass contiene semplicemente tre dati: nome e cognome, data di nascita e luce verde o luce rossa, ovvero se si è autorizzati ad accedere in un luogo oppure no. Non contiene la data di scadenza, in teoria, perché non contenendo la data di scadenza, chi controlla il certificato verde non può sapere se è un green pass da tampone o da vaccinazione e quindi salvaguardia il contenuto di questi dati sensibili. Poi, in definitiva, tutto questo è violato, perché per accordo con il Ministero quasi tutte le scuole hanno un applicativo che vede in tempo reale la scadenza di vari green pass.

Nei giorni precedenti abbiamo letto infatti delle giuste lamentele di una docente che è stata allontanata dal suo luogo si lavoro (l’aula) per il passaporto vaccinale scaduto (ne abbiamo parlato QUI).

In questo momento sta accadendo che alcuni dirigenti scolastici poco accorti vedano in tempo reale che ad un insegnante è scaduto il certificato verde, perché magari sono scadute le 48 ore. Può accadere che un preside si rechi in classe, compiendo anche un illecito penale, e davanti a tutti gli alunni dica all’insegnante che deve uscire. E questa è una cosa che va denunciata a questo punto ai Carabinieri o alla Polizia, perché il dirigente che fa una cosa del genere intanto integra il reato di abuso d’ufficio – se qualificato come pubblico ufficiale – comunque di violenza privata ed interruzione di pubblico servizio.

Quello che ci chiediamo ancora è, considerato il fatto che il certificato Covid non va chiesto agli alunni non universitari, per quale motivo dunque i docenti mettono i ragazzi nelle condizioni di doversi sentire a disagio…

Chiedono lo stato vaccinale, che non è collegato al green pass, ma alla campagna vaccinale. Adesso le scuole stanno facendo accordi con il Ministero della Salute per fare la vaccinazione direttamente a scuola. A Bergamo ci sono già 7 scuole che hanno aderito, per esempio, così come a Torino ci sono altre scuole, dove appunto di farà propaganda per la vaccinazione, quindi anche attraverso gli insegnanti, attraverso lezioni esplicative sui benefici della vaccinazione Covid, etc. Dopodiché l’intento è quello di procedere all’inoculazione direttamente nell’Istituto.

Quindi i genitori che non vogliono procedere in questo senso cosa potrebbero fare?

Il consiglio che io do, non è tanto quello di fare una diffida preventiva – se l’Istituto non ha ancora comunicato se aderirà a questa campagna vaccinale – ma nel momento in cui la Scuola comunica ai genitori che aderirà a questa campagna vaccinale bisogna immediatamente attivarsi e fare una diffida in cui si fa presente che non si autorizza assolutamente qualunque tipo di propaganda pro vaccino Covid e comunque di inoculazione per i propri figli.

E’ vera quella norma che prevede che una classe NON vaccinata dia la possibilità a tutti di togliere le mascherine? Oppure erano solo annunci del Ministro dell’Istruzione?

Qualora ci fosse in essere una circolare o documento del genere non avrebbe alcun valore né alcun senso, dal momento che la vaccinazione – ormai è stato detto da tutti gli Istituti principali, anche dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), dall’Aifa, dagli Organi di sorveglianza europei ed internazionali – non protegge dalla diffusione del virus, quindi dal contagio e dall’infezione. Per cui bisogna mantenere tecnicamente tutte le misure di protezione. Quindi non è assolutamente sostenibile il fatto che se in una classe sono tutti vaccinati si può togliere la mascherina.

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Theitaliantribune.it ricorda che in una lettera inviata al Ministero dell’istruzione, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali avvisa che “i docenti non possono chiedere informazioni sullo stato vaccinale degli studenti“. La missiva dell’Autorità ha l’obiettivo di sensibilizzare gli istituti scolastici sui rischi di alcune iniziative.

Il Garante Privacy non solo ammonisce anche sulle “possibili conseguenze per i minori, anche sul piano educativo, derivanti da simili iniziative”, ma chiarisce e ricorda anche che agli studenti (a differenza degli universitari) NON è richiesto il possesso e l’esibizione del green pass. (Clicca QUI per approfondire).

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