In Australia chi pubblica e condivide informazioni anti-lockdown sulle piattaforme online potrebbe andare incontro anche a multe fino a 11.000 dollari. Questo se dovessero passare le proposte promosse dall’opposizione.

Secondo la proposta di legge dell’opposizione nel Nuovo Galles del Sud gli organizzatori delle proteste verrebbero multati di ben 20.000 dollari e le persone che partecipano ai raduni di 5.500 dollari.

Le multe avrebbero l’obiettivo di smantellare il movimento di protesta che è cresciuto nelle ultime settimane nel New South Wales quando è stato imposto un altro lockdown a Sydney.

Ricordiamo che con le ultime misure è stato schierato in strada anche l’esercito.

Nel frattempo a Sidney si estende lockdown fino al 28 agosto.

Le misure sono state introdotte quasi cinque settimane fa per frenare la diffusione della variante Delta, reputata altamente infettiva.

Il premier del Nuovo Galles del Sud Gladys Berejiklian ha annunciato che Greater Sydney, Wollongong, la costa centrale, Shellharbour e le Blue Mountains saranno in chiusura per altre quattro settimane.

“Sono sconvolta e frustrata come tutti voi per non essere stati in grado di ottenere i numeri dei casi che avremmo voluto in questo momento, ma questa è la realtà”, ha detto la  Berejiklian.

Le proteste di Sidney

Migliaia di persone sono scese nelle strade di Sydney ed in altre città australiane, sabato 24 luglio, per protestare contro le restrizioni sociali, contro il lockdown e le limitazioni delle libertà individuali.

I manifestanti hanno camminato verso il Victoria Park di Sydney, fino al municipio, poi nel quartiere centrale degli affari, mentre reggevano cartelli e gridavano “libertà” e chiedevano “la verità”.

In quella giornata c’è stata una forte presenza della polizia, compresi agenti a cavallo e antisommossa, sono stati effettuati anche arresti per quelle che le autorità hanno definito come attività di proteste non autorizzata.

“Viviamo in una democrazia e normalmente sono certamente uno che sostiene i diritti delle persone a protestare” ha affermato il ministro della Sanità del Nuovo Galles del Sud, Brad Hazzard, ma dice che comunque in questa situazione nonostante i “casi (Covid) alle stelle le persone pensano che sia OK uscire e possibilmente essere vicini l’un l’altro a una manifestazione”.

Anche a Melbourne in migliaia sono scesi in strada a manifestare gridando “libertà”, tra i cartelli ce n’erano alcuni dove era scritto: “Non si tratta di un virus, si tratta di controllo totale del governo sulle persone”.

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