Approvazione vaccino Covid: 55 anni (2076) per avere dati e informazioni presentate da Pfizer alla FDA?

"La FDA ha chiesto al giudice di lasciar produrre le 329.000 pagine di documenti che Pfizer ha fornito alla FDA per autorizzare il suo vaccino al ritmo di 500 pagine al mese"

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Covid La FDA chiede al giudice federale 55 anni di tempo per rilasciare i dati sui vaccini Pfizer. Dovremo aspettare fino al 2076

La Food and Drug Administration (FDA) ha effettivamente chiesto ad un giudice federale di attendere fino all’anno 2076 per divulgare tutti i dati e le informazioni su cui si è basata per autorizzare il vaccino Covid-19 della Pfizer?

Non si tratta di un errore di battitura, scrive Aaron Siri, avvocato che negli USA sta seguendo la faccenda: “Vuole 55 anni per produrre queste informazioni al pubblico”, incalza il legale.

Ricordiamo che la FDA è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America.

Va detto ANCHE che la FDA aveva garantitopiena trasparenza” per quanto riguarda i vaccini Covid-19, inoltre che aveva riaffermato il suo “impegno per la trasparenza“, quando poi ha concesso la licenza per il vaccino Covid-19 della Pfizer.

L’avvocato spiega nel dettaglio questi aspetti in un suo precedente post.

Da quello che apprendiamo, ad agosto e subito dopo l’approvazione del vaccino, più di 30 accademici, professori e scienziati delle università più prestigiose degli Stati Uniti d’America, attraverso la Public Health and Medical Professionals for Transparency (che ha intentato la causa), hanno richiesto i dati e le informazioni presentate alla FDA da Pfizer per autorizzare il suo vaccino Covid-19.

Viene riportato nel giudizio che questi accademici e scienziati rappresentano sezioni di ogni disciplina scientifica, che sono proprio rilevanti per l’autorizzazione del vaccino Pfizer e che comprendono la parte migliore che gli Stati Uniti d’America hanno da offrire “quando si tratta di rivedere e valutare l’adeguatezza e validità del processo decisionale della FDA in merito alla licenza di questo prodotto”.

I richiedenti si sono appellati alla Freedom of Information Act (Foia) del 1967, che impone alle agenzie federali di rispondere alle richieste di informazioni entro 20 giorni lavorativi.

Il 17 novembre 2021 Aaron Siri scrive: “La risposta della FDA? Non ha prodotto nulla. Quindi, a settembre, la mia azienda ha intentato una causa contro la FDA per conto di questo gruppo per richiedere queste informazioni. Ad oggi, quasi tre mesi dopo aver autorizzato il vaccino di Pfizer, la FDA non ha ancora rilasciato una sola pagina. Non una”.

“Invece, due giorni fa, la FDA ha chiesto ad un giudice federale di dare tempo fino al 2076 per produrre completamente queste informazioni”, specifica ancora Siri.

La Public Health and Medical Professionals for Transparency ha richiesto informazioni che – leggiamo nei documenti della causa – “comprendono dati presentati dallo sponsor del vaccino (Pfizer-BioNTech)”.

“Dall’esperienza della FDA con altre richieste FOIA, ci si può aspettare che tali registri contengano sia informazioni commerciali riservate che informazioni segrete commerciali di Pfizer o BioNTech e privacy personale informazioni sui pazienti che hanno partecipato a studi clinici. La FDA è tenuta a proteggere alcuni informazioni ai sensi di legge e questo tipo di informazioni è esente dalla produzione ai sensi del FOIA”, si legge ancora nel documento presentato alla Corte distrettuale nord del Texas.

“La FDA – chiarisce l’avvocato, direttamente dal suo portale web – ha chiesto al giudice di lasciar produrre le 329.000 pagine di documenti che Pfizer ha fornito alla FDA per autorizzare il suo vaccino al ritmo di 500 pagine al mese, il che significa che la sua produzione non sarebbe stata completata prima del 2076″.

Nell’atto presentato alla Corte texana si legge infatti: “…La FDA non ha il personale o le risorse nel suo ufficio FOIA per elaborare la richiesta FOIA del ricorrente ad un ritmo di oltre 80.000 pagine al mese. La richiesta FOIA del ricorrente è in fase di elaborazione da parte dell’Access Litigation and Freedom of Information Branch (la “Filiale”) in Centro per la valutazione e la ricerca sui prodotti biologici (“CBER”) della FDA. Il ramo ha un totale di dieci dipendenti, compreso il direttore e due tirocinanti. Attualmente è responsabile del trattamento in totale di circa 400 richieste FOIA attualmente pendenti, incluse quelle del ricorrente. CBER è attualmente coinvolto in 6 contenziosi FOIA attivi. Elaborando e rendendo provvisorie risposte basate su incrementi di 500 pagine, la FDA sarà in grado di fornire più pagine a più richiedenti, evitando così un sistema in cui poche grandi richieste monopolizzano l’elaborazione finita di risorse e dove vengono soddisfatte meno richieste dei richiedenti. In poche parole, le risorse di elaborazione sono limitate. Aumentare il volume a più di 80.000 pagine al mese (se tale tasso è anche possibile – e probabilmente non lo è), come richiede il ricorrente, comporterebbe il monopolio del ricorrente essenzialmente per tutte le risorse della FDA, lasciando poche risorse per elaborare altre richieste FOIA. In effetti, il circuito DC ha riconosciuto che la politica di un’altra agenzia elabori 500 pagine per richiesta al mese ‘serve a promuovere risposte efficienti a un numero maggiore di richiedenti'”.

Siri motiva ancora: “La FDA ha impiegato esattamente 108 giorni da quando Pfizer ha iniziato a produrre i record per la licenza (il 7 maggio 2021) a quando la FDA ha autorizzato il vaccino Pfizer (il 23 agosto 2021). Prendendo in parola la FDA, ha condotto una revisione e un’analisi intensa, robusta, approfondita e completa di quei documenti al fine di garantire che il vaccino Pfizer fosse sicuro ed efficace per la concessione di licenze. Sebbene possa condurre quella intensa revisione dei documenti di Pfizer in 108 giorni, ora richiede oltre 20.000 giorni per rendere questi documenti disponibili al pubblico”.

L’avvocato conclude in maniera molto critica il suo intervento sottolineando che:

  1. le case farmaceutiche hanno l’immunità per i sieri prodotti, infatti il governo federale ha concesso l’immunità completa a Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson per qualsiasi danno causato dai loro vaccini contro il Covid-19;
  2. l’amministrazione Biden ha acquistato e continua acquistare le dosi vaccinali, quindi fa entrare dollari nella casse delle case produttrici dei sieri Covid;
  3. il governo federale fa in modo di assicurarsi che gli statunitensi prendano il prodotto proposto, ma senza che i cittadini vedano i dati che supportano la sicurezza e l’efficacia di quello stesso prodotto.

Chi è Aaron Siri

L’avvocato Siri è il socio amministratore di Siri & Glimstad LLP ed ha una vasta esperienza in un’ampia gamma di complesse questioni di contenzioso civile, con particolare attenzione ai diritti civili, alle azioni collettive e al contenzioso commerciale.

Ha conseguito la laurea in legge presso l’Università della California, Berkeley School of Law, dove ha ricevuto quattro premi Prosser e dieci High Honours.

È stato anche redattore capo e fondatore del Berkeley Business Law Journal, che ha sviluppato in una pubblicazione riconosciuta a livello nazionale ed è stata classificata come la rivista di diritto commerciale n. 1 nel paese.

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