Indipendenti che hanno chiuso 345.000, partite iva ed aziende in difficoltà 292.000, questi sono i tristi ed assurdi numeri diramati dalla CGIA di Mestre (elaborazione ufficio studi CGIA su dati Istat) questo 1 maggio, appunto la giornata dei lavoratori.

Ma aggiungiamo altri dati al drammatico epilogo di una situazione oramai in fase di stasi: persone occupate nel lavoro 22 milioni 246 mila, di questi 17 milioni 352 mila sono dipendenti (78% per cento del totale), mentre 4 milioni 893 mila sono indipendenti (22% del totale); 2 milioni 495 mila sono i disoccupati (il tasso di disoccupazione é allo 10,1%); 14 milioni 031 mila sono invece gli inattivi.

La CGIA scrive che questo 2021 il 1 maggio é molto triste, soprattutto per quelli che “a seguito delle limitazioni alle aperture in corso da mesi non possono esercitare la propria attività”, Ma l’ufficio studi di Mestre si riferisce anche a quelli che “non lavorano più perché a causa della pandemia sono stati costretti a chiudere definitivamente l’attività”.

“Tra febbraio 2020 e lo scorso mese di marzo – conferma la CGIA – l’occupazione tra il cosiddetto popolo delle partite Iva è scesa di 345 mila unità, pari a una contrazione del 6,6%”.

L’Ente poi specifica sui numeri di cui abbiamo scritto sopra, quindi le 292.000 aziende e partite iva in seria difficoltà che “corrono il pericolo di abbassare definitivamente la saracinesca”. Parliamo di aziende che hanno mediamente 6,5 collaboratori e/o dipendenti e che danno lavoro “a 1,9 milioni di addetti”, producono inoltre un valore aggiunto “che sfiora i 63 miliardi di euro”.

Ma un altro dato che mette a conoscenza la CGIA é il numero delle persone che ha perso il lavoro tra febbraio 2020 e il marzo di quest’anno: circa 900 mila occupati.

“Un dato drammatico – scrive ancora l’ufficio studi CGIA – se consideriamo che con i 248 miliardi di euro di investimenti previsti con il Next Generation EU, al termine della spesa, ovvero nel 2026, in Italia sono previsti ‘solo’ 750 mila nuovi posti di lavoro”.

Pdf – CGIA: 1° MAGGIO TRISTE PER 345 MILA AUTONOMI