Andrea Crisanti: “Caccia alle streghe sui No Vax distoglie dall’obiettivo principale”

Il microbiologo: "Non sappiamo qual è il livello di protezione della popolazione, punto. La realtà è questa"

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Andrea Crisanti Caccia alle streghe sui No Vax distoglie dall'obiettivo principale

Andrea Crisanti intervenuto alla trasmissione l’Aria che tira (La7) parla delle terze dosi del vaccino Covid, dei contagi in Italia e negli altri Paesi, dell’impatto dei non vaccinati sulla trasmissibilità del Sars-Cov-2., ma anche del livello di protezione della popolazione italiana.

Il direttore dei dipartimenti di microbiologia e virologia dell’università di Padova spiega anche riguardo l’indice di trasmissione della nuova variante: “Questa variante Delta ha un indice di trasmissione vicino al 9, per dare un’idea è simile a quello della Varicella, quindi sicuramente ha una trasmissibilità elevatissima ed è molto difficile da contenere”.

Al prof. viene poi chiesto di specificare meglio, quindi continua chiarendo che una persona può contagiarne altre, addirittura da 7 a 9. “Ha un indice di contagiosità elevatissimo” afferma Crisanti che continua: “In più ci sono dati che dimostrano che i vaccini, anche in seconda dose, hanno un effetto leggermente inferiore nella protezione rispetto a questa variante, che è quella originale…In più avendo fatto questo mix incredibile in cui non si capisce più niente, chi ha fatto AstraZeneca, chi ha fatto Moderna, chi ha fatto il mix, è chiaro che questo ha un impatto sulla protezione”.

Il virologo quindi aggiunge clamorosamente: “Non sappiamo qual è il livello di protezione della popolazione, punto. La realtà è questa“.

Crisanti dice che “la priorità è fare le terze dosi”, poi che ora il problema è “di farne 45 milioni in pochi mesi”.

Il prof. specifica: “E’ già da un mese che il governo inglese ha deciso di accelerare sulle terze dosi. Del resto è da giugno che sappiamo che c’è bisogno della terza dose. Israele aveva 10mila casi al giorno a fine giugno ed era evidente che andava fatta la terza dose ed era dimostrato già a luglio che la terza dose ripristinava l’immunità…L’Italia ha questo atteggiamento così provinciale che pensa di essere migliore, che pensa di essere diversa, non riesce a vedere quello che succede dall’altra parte del mondo…Pensavano che in Italia sarebbe stata una cosa diversa. Ma noi abbiamo fatto tutte le immunizzazioni tra aprile e fine luglio, era chiaro che avevamo 4 mesi di vantaggio. Non ci voleva un genio per capire che eravamo protetti perché ci siamo immunizzati più tardi”.

Crisanti però dice anche: “Questa caccia alle streghe sui No vax toglie l’obiettivo principale, perché in Inghilterra si è vaccinato il 74% della popolazione e hanno 40mila casi al giorno, in Irlanda dove si è vaccinato il 93% della popolazione con età superiore a 18 anni, con una media dell’84%, in questo momento è la nazione che ha più contagi al mondo. C’è qualcosa che non capiamo e bisogna metterselo in testa”.

“I No vax – precisa il virologo – non devono essere la foglia di fico per coprire errori di strategia e di decisioni. Non abbiamo fatto nessuna analisi per capire quali erano i vaccini che davano più protezione. Si è fatto questo miscuglio, non si capisce se per esempio Moderna dà più protezione di AstraZeneca o Pfizer. E questa era una cosa che si sarebbe potuta tranquillamente fare e non è stata fatta”.

Su rapporto decessi/casi negli altri Paesi

“…Se si vedono gli altri paesi come Germania e Inghilterra – spiega il microbiologo – il rapporto decessi-casi è molto vicino al 4 per mille, in Italia questo non accade perché probabilmente sottostimiamo molto il numero di casi. Saremo sui 20-25mila casi giornalieri almeno. Il tracciamento non l’abbiamo mai fatto, non abbiamo investito in logistica, quindi è inutile starne a parlare, perché anche se ne parliamo stiamo parlando di cose irrealizzabili…c’è bisogno di una rivoluzione copernicana. In Italia abbiamo perso due mesi di tempo a parlare di No vax quando era chiaro che il problema era un altro”.

Sulle possibili restrizioni ai non vaccinati

“In Irlanda c’è l’84/85% della popolazione vaccinata ed il 94/95% della popolazione vaccinabile, in Inghilterra sono su una percentuale minore del 10%. Il numero dei casi è praticamente paragonabile, a livello di trasmissione. Questo vuol dire che la differenza dei non vaccinati in questo momento – dopo 5/6 mesi in cui la maggior parte della popolazione si è vaccinata – rispetto alla trasmissione non ha un grossissimo impatto”.

Continua Crisanti: “In Italia assistiamo ad un fenomeno che in altri paesi non vediamo e sono queste manifestazioni dei No vax e dei no Green pass. Loro cosa fanno? Loro praticamente, riunendosi tutti insieme, annullano completamente l’effetto protezione che diamo loro noi che siamo vaccinati, perché nonostante il virus si diffonda anche tra i vaccinati, di fatto noi li proteggiamo. Se si mettono tutti insieme…là il virus si diffonde come una bomba. Quindi personalmente ritengo che l’unica restrizione da fare, oltre al Green pass, alle mascherine, oltre a tutte le altre cose che noi adottiamo, è di impedire loro di manifestare senza protezione“.

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