Alla Camera arriva il via libera definitiva al decreto Green pass. Ora è legge dello Stato

Passa infine il Certificato digitale Covid sui luoghi di lavoro con 300 sì, 33 no e nessun astenuto

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Questa volta alla Camera arriva il via libera definitiva al Green pass. Ora è legge dello Stato

L’aula della Camera ha votato in via definitiva con 300 sì, 33 no e nessun astenuto il decreto legge Green pass sui luoghi di lavoro.

Ricordiamo che a Montecitorio avevano già espresso le preferenze proprio oggi per la questione di fiducia posta dal governo Draghi, con 453 voti favorevoli, 42 contrari e nessun astenuto.

Il provvedimento sull’estensione del passaporto sanitario nei luoghi di lavoro era già stato approvato al Senato con 199 sì e 38 contrari, mentre erano 29 i senatori assenti della Lega.

Sembra che durante il voto finale, con il quale il provvedimento oggi diventa legge, fosse segnalata l’assenza in aula di 297 deputati.

I parlamentari iscritti al gruppo Misto de l’Alternativa c’è hanno mostrato cartelli (foto di copertina) con le scritte: “No Green pass”, “Il Green pass è un sopruso”, “Il lavoro non si tocca”, etc.

Cosa prevede la legge

I tamponi Covid saranno gratis per i soggetti fragili che non possono vaccinarsi, mentre per tutti gli altri cittadini si avranno a prezzi calmierati (scendono a 15 e 8 euro fino al 31 dicembre, anche per le farmacie). Prezzo fissato quindi a 8 euro per gli under 18 e a 15 euro per tutti gli altri cittadini.

Presente una modifica che riguarda i controlli del pass, nonostante le criticità esposte dal Garante privacy (QUI), quindi: “I lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde Covid-19. I lavoratori che consegnano la predetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sono esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro”.

Nel frattempo se il lavoratore viene soggetto a controllo all’inizio del turno di lavoro e viene riscontrata la validità del certificato Covid, questi potrà completate regolarmente anche se la certificazione scade poi durante lo svolgimento del servizio.

Anche gli operatori del servizio civile universale, che prestano il proprio servizio presso enti pubblici e privati accreditati, avranno l’obbligo di avere con sé il Green pass per accedere nel luogo dell’attività che svolgono.

Nell’articolo 1 si apprende che “il personale…nel caso in cui comunichi di non essere in possesso della certificazione verde Covid-19 o qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”. Inoltre: “…Per i giorni di assenza ingiustificata di cui al primo periodo non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati”.

All’articolo 3, per quanto riguarda le imprese sotto i 15 dipendenti è possibile sostituire il lavoratore che non è in possesso del passaporto verde. Si legge: “Dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata…il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021″.

All’articolo 5, che riguarda le tempistiche della concessione del Green pass e la sua durata, apprendiamo che per tutte le persone che sono guarite dal Covid, il certificato verde può essere rilasciato il giorno stesso della somministrazione della prima dose ed ha una durata di 12 mesi a partire dalla guarigione attestata.

Le multe per chi viene trovato senza certificato sono stabilite fino a 1.500 euro: “L’accesso del personale nei luoghi di lavoro” senza Certificato Covid è punito con una “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”. Ma le multe riguardano anche i datori di lavoro, che devono controllare, che vanno da 400 a 1.000 euro, lo prevede il decreto legge sull’estensione del passaporto verde approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

Per chi non è obbligatorio il Green pass

Sono esclusi dall’obbligo di passaporto vaccinale i bambini sotto i 12 anni; i soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica; i cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar.

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