A Melbourne in migliaia per dire NO ad obblighi vaccinali, test Covid e lockdown

Il gruppo di cittadini è composto anche da bambini e anziani

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A Melbourne in migliaia per dire NO al nuovo progetto di legge e obblighi vaccinali e di test

Migliaia di persone si sono riunite oggi (13 novembre) a Melbourne per protestare contro gli strumenti vaccinali ed il progetto di legge sulla salute pubblica.

La proposta di legge sulla gestione della pandemia darebbe al premier dello Stato di Victoria, Daniel Andrews, il potere di dichiarare pandemia e di imporre altri lockdown.

La legge è stata approvata dalla Camera bassa dello Stato di Victoria già il mese scorso, ora dovrebbe passare alla Camera alta la prossima settimana.

Il disegno di legge andrebbe a sostituire le attuali leggi sullo stato di emergenza dando così ancora più potere al primo ministro.

Andrews potrà quindi dichiarare addirittura lo “stato di pandemia”, poi successivamente attuare restrizioni e lockdown, evitando di ricevere il veto del capo della sanità, che invece oggi è colui che deve approvare.

Anche l’ordine degli avvocati dello Stato di Victoria ha criticato fortemente la norma che si sta approvando.

Gli avvocati parlano di “gravi preoccupazioni”, nonché di “potere effettivamente illimitato di governare lo stato per decreto” e purtroppo senza alcuna supervisione di altri organi.

Melbourne è stata una delle città del mondo ad aver subito più chiusure, lunghe e frequenti. Il mese passato la città era infatti in lockdown, con un record di 262 giorni dall’inizio della pandemia.

I manifestanti, che chiedono in coro le dimissioni del Primo ministro, sono pacifici e tra di loro ci sono bambini e anziani.

All’interno dei video trasmessi in rete si sentono le persone gridare lo slogan: “Sack Dan Andrews!”.

Il gruppo di cittadini è composto anche da bambini e anziani, che hanno portato bandiere australiane e hanno marciato nel Central Business District di Melbourne.

Va detto che quella di oggi è solo una delle innumerevoli proteste organizzate a Melbourne dall’inizio della pandemia di Covid-19.

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