500 scienziati di 13 Paesi scrivono alle Nazioni Unite contro l’allarmismo climatico

"Vi esortiamo a seguire la politica climatica fondata su una solida scienza, realismo economico e un'attenzione genuina a coloro che sono colpiti da politiche di mitigazione costose e non necessarie"

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Gli scienziati di 13 Paesi scrivevano poco tempo fa una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite contro l’allarmismo climatico.

Gli scriventi, rappresentati dagli ambasciatori di ogni Stato spiegavano, già oramai due anni fa (23 settembre 2019), che non c’era emergenza o crisi climatica, inoltre chiedevano un incontro costruttivo di alto livello tra scienziati di fama mondiale di entrambe le parti del dibattito sul clima, in quanto affermavano che “le due parti devono poter essere ascoltate pienamente ed equamente”.

Il gruppo rappresenta 500 scienziati e professionisti, di cui 40 per la Francia.

L’iniziativa era stata lanciata da Guus Berkhout, geofisico e professore emerito all’Università dell’Aia (Paesi Bassi), era stata pubblicata in un momento in cui l’agenda internazionale poneva ancora una volta il clima in cima alle priorità dei Governi.

La “Dichiarazione europea sul clima” voleva segnalare che non ci fosse alcuna emergenza o crisi climatica, chiedeva quindi un ripensamento completo delle politiche climatiche, in particolare il riconoscimento che il riscaldamento osservato fosse inferiore al previsto e che l’anidride carbonica, lungi dall’essere un inquinante, fosse benefica per la vita sulla Terra.

La missiva venne inviata ad António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, nonché a Patricia Espinosa Cantellano, Segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Alcuni ammonimenti degli scienziati

Non c’è emergenza climatica

Questo messaggio urgente è stato preparato da una rete globale di 500 scienziati e professionisti. La scienza del clima deve essere meno politicizzata, mentre la politica climatica deve essere più scientifica. Gli scienziati devono affrontare apertamente le incertezze e le esagerazioni nelle loro previsioni sul riscaldamento globale e i leader politici devono valutare spassionatamente i benefici reali e i costi previsti dell’adattamento al riscaldamento globale, nonché i costi reali e i benefici previsti della mitigazione.

Fattori naturali e antropici causano il riscaldamento

I registri geologici rivelano che il clima della Terra è variato dall’esistenza del pianeta, con fasi naturali fredde e calde. La piccola era glaciale non è finita fino a poco tempo fa, intorno al 1850. Quindi non c’è da meravigliarsi se oggi siamo in un periodo di riscaldamento.

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500 scienziati di 13 Paesi scrivono alle Nazioni Unite contro l’allarmismo climatico
Il riscaldamento è molto più lento del previsto

Il mondo si è riscaldato a un ritmo inferiore alla metà di quanto originariamente previsto e meno della metà di quanto ci si poteva aspettare in base al forcing antropico netto e allo squilibrio radiativo. Questo ci dice che siamo molto lontani dalla comprensione del cambiamento climatico.

La politica climatica si basa su modelli inadeguati

I modelli climatici hanno molte carenze e sono difficilmente utilizzabili come strumenti decisionali. Inoltre, probabilmente esagerano gli effetti dei gas serra come la CO 2 . Infine, ignorano il fatto che l’arricchimento dell’atmosfera con CO 2 è vantaggioso.

La CO 2 è il cibo delle piante, il fondamento di tutta la vita sulla Terra

La CO 2 non è un inquinante. È essenziale per tutta la vita sulla Terra. La fotosintesi è un vantaggio. Più CO 2 fa bene alla natura, rende la Terra verde: la CO 2 in più nell’aria ha aumentato la biomassa vegetale mondiale. È anche un bene per l’agricoltura, aumentando i raccolti in tutto il mondo.

Il riscaldamento globale non ha causato più disastri naturali

Non ci sono prove statistiche che il riscaldamento globale stia rendendo più frequenti uragani, inondazioni, siccità o altri disastri naturali simili. D’altro canto, le misure di mitigazione della CO 2 sono tanto devastanti quanto costose. Ad esempio, le turbine eoliche uccidono uccelli e pipistrelli e le piantagioni di olio di palma distruggono la biodiversità nelle foreste tropicali.

L’azione politica deve rispettare le realtà scientifiche ed economiche

Non c’è emergenza climatica. Non c’è quindi motivo di farsi prendere dal panico ed essere allarmati. Ci opponiamo fermamente alla politica nefasta e irrealistica di neutralità del carbonio proposta per il 2050. Fino a quando non emergeranno approcci migliori, cosa che sicuramente accadrà, abbiamo tutto il tempo per riflettere e adattarci. L’obiettivo della politica internazionale deve essere quello di fornire energia affidabile ed economica in modo permanente e al mondo intero.

La lettera di 500 scienziati sull'emergenza clima e riscaldamento globale
La lettera di 500 scienziati sull’emergenza clima e riscaldamento globale

La lettera di 500 scienziati sull’emergenza clima e riscaldamento globale

23 settembre 2019

S. António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, Sede Centrale delle Nazioni Unite, New York, NY 10017, Stati Uniti d’America.

Patricia Espinosa Cantellano, Segretario esecutivo,
Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
Segretariato UNFCCC, Campus delle Nazioni Unite, Platz der Vereinten Nationen 1,
53113 Bonn, Germania.

Vostre Eccellenze,

Non c’è emergenza climatica

Una rete globale di oltre 500 scienziati e professionisti esperti nel clima e nei campi correlati ha l’onore di inviare alle vostre Eccellenze la Dichiarazione europea sul clima, allegata alla presente, di cui i firmatari di questa lettera sono gli ambasciatori nazionali.

I modelli di circolazione climatica generale su cui si basa attualmente la politica internazionale sono inadeguati. È quindi crudele oltre che avventato sostenere lo spreco di trilioni di dollari sulla base dei risultati di tali modelli imperfetti. Le attuali politiche climatiche indeboliscono inutilmente il sistema economico, mettendo a rischio la vita nei paesi a cui è negato l’accesso a energia elettrica permanente ed economica.

Vi esortiamo a seguire la politica climatica fondata su una solida scienza, realismo economico e un’attenzione genuina a coloro che sono colpiti da politiche di mitigazione costose e non necessarie.

Vi chiediamo di includere questa Dichiarazione all’ordine del giorno della vostra prossima sessione a New York.

Vi invitiamo inoltre a organizzare con noi all’inizio del 2020 un incontro costruttivo di alto livello tra scienziati di fama mondiale di entrambe le parti del dibattito sul clima. Questo incontro renderà effettiva l’applicazione del giusto e antico principio, tanto della buona scienza quanto della giustizia naturale, secondo cui le due parti devono poter essere ascoltate pienamente ed equamente. Audiatur et altera pars!

Con molto rispetto,

Gli ambasciatori della Dichiarazione europea sul clima:

Guus Berkhout, professore (Paesi Bassi)
Richard Lindzen, professore (Stati Uniti)
Reynald Du Berger, professore (Canada (francofono))
Ingemar Nordin, professore (Svezia)
Terry Dunleavy (Nuova Zelanda)
Jim O’Brien (Repubblica d’Irlanda)
Viv Forbes (Australia)
Alberto Prestininzi, Professore (Italia)
Jeffrey Foss, Professore (Canada anglofono)
Benoît Rittaud,
Senior Lecturer (Francia) Morten Jødal (Norvegia)
Fritz Varenholt, Professore (Germania)
Rob Lemeire (Belgio)
Viconte Monkton di Brenchley (Regno Unito)

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