Sono 26 (di 27) gli scienziati di The Lancet che avevano rifiutato la teoria secondo cui il Covid fosse fuoriuscito da un laboratorio cinese, per i quali però sono stati riscontrati collegamenti con i ricercatori di Wuhan.

All’interno della lettera, pubblicata da The Lancet nel marzo 2020, gli scienziati affermavano che l’origine in laboratorio del Sars-Cov-2 fosse da attribuire a “teorie della cospirazione”.

Il documento, che è stato poi ampiamente letto e diffuso e che ha poi effettivamente posto fine al dibattito sulle origini della pandemia di Coronavirus, fu sottoscritto da 27 scienziati di tutto il mondo che lavorano sulla virologia ed in altri campi della scienza medica.

Quello che stiamo scrivendo lo riporta un’indagine del quotidiano The Daily Telegraph.

L’indagine viene ripresa da un altro quotidiano, il Daily Mail: si scopre quindi che 26 dei 27 ricercatori avevano qualche collegamento con l’Istituto di virologia di Wuhan, questo nel frattempo ha messo in discussione la loro imparzialità.

Nello specifico – scrive il Daily Mail – questi 26 scienziati non solo hanno legami con i ricercatori cinesi, ma anche con i loro finanziatori.

I 27 firmatari affermavano di “condannare fermamente le teorie del complotto” che narravano le origini dell’epidemia da Covid. Questo ha portato poi a chiudere la faccenda sul fatto che il Covid-19 avesse avuto origini artificiali o fosse fuoriuscito dal laboratorio di Wuhan.

MailOnline ha pubblicato i nomi degli scienziati nominati dal The Daily Telegraph, riferendo anche che l’unico dei 27 a non avere legami con l’Istituto di virologia di Wuhan è il dr. Ronald Corley, esperto di microbiologia della Boston University.

Ma i firmatari includono il dr. Peter Daszak, che è il presidente britannico di EcoHealth Alliance, ed il consigliere scientifico del governo britannico Sir Jeremy Farrar.

Il Global Virome Project

Altri due firmatari della lettera di The Lancet fanno parte del team dirigenziale del Global Virome Project, un’organizzazione il cui obiettivo è rilevare e identificare il 99% o più delle potenziali minacce virali zoonotiche.

Il dr. Daszak è il tesoriere del Global Virome Project, mentre il dr. Gao ha contribuito al suo lancio, con EcoHealth Alliance come uno dei suoi partner.

Il progetto Global Virome ha preso il posto del progetto Predict, che ha scoperto più di 1.000 virus unici negli animali e nell’uomo.

E’ stato però scoperto – secondo The Daily Telegraph – che il progetto Predict ha anche finanziato in parte il lavoro controverso dei ricercatori di Wuhan sui coronavirus dei pipistrelli, che sono stati modificati per vedere se potevano infettare gli umani. I fondi per la ricerca sono stati forniti dall’EcoHealth Alliance.

Alcuni scienziati che hanno firmato la lettera

Il dr. Peter Daszak, zoologo, EcoHealth Alliance a New York, aveva già un conflitto di interessi in quanto presidente dell’EcoHealth Alliance con sede negli Stati Uniti, che ha finanziato la ricerca presso l’Istituto di virologia di Wuhan. The Lancet è stato costretto a pubblicare un addendum alla lettera che riconosceva il legame di Daszak con EcoHealth Alliance.

Il giornale però ha scoperto che tre dei firmatari provenivano dal Wellcome Trust britannico, che in precedenza aveva anche finanziato la ricerca presso l’Istituto di virologia di Wuhan.

Il dr. Jeremy Farrar, esperto di medicina tropicale e consulente SAGE e The Wellcome Trust a Londra, ha pubblicato lavori con George Gao, capo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie ed ex assistente di ricerca presso il Wellcome Trust.

La dottoressa Josie Golding, responsabile delle epidemie del The Wellcome Trust, ed il professor Mike Turner, esperto di parassitologia presso l’Università di Glasgow, hanno avuto legami attuali o passati con il Wellcome Trust.

La scienziata cinese ha anche collegamenti con Shi Zhengli, la ricercatrice diventata nota come “batwoman” a causa delle sue ricerche sui coronavirus dei pipistrelli a Wuhan. Il suo team ha infatti scoperto un virus nel 2013 che è il più vicino mai trovato in precedenza a Sars-Cov-2, il virus che causa il Covid-19.

La professoressa Linda Saif, esperta di microbiologia della Ohio State University, aveva parlato ad un seminario a Wuhan nel maggio 2017, insieme al dott. Shi e al dott. Gao. Il workshop è stato in parte organizzato dall’Istituto di virologia di Wuhan.

Il professor John Mackenzie, esperto di malattie infettive tropicali alla Curtin University di Perth, in Australia, era ancora in elenco come membro del comitato consultivo scientifico del Centro per le malattie infettive emergenti presso l’istituto di Wuhan.

la professoressa Kanta Subbarao, esperta di virologia presso l’Università di Melbourne, in Australia, aveva già parlato ad una conferenza sulle malattie emergenti a Wuhan nel 2016, organizzata in parte dal Wuhan Institute of Virology. Era inoltre ancora a capo della sezione sui virus respiratori emergenti dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (NIAD) con sede negli Stati Uniti.

Ralph Baric, ricercatore e leader di laboratorio presso la Gillings School of Global Public Health della North Carolina, non è presente nell’elenco dei firmatari, ma riporta il Daily Mail che stava collaborando con Shi Zhengli e l’Istituto di virologia di Wuhan, effettuando ricerche sui coronavirus geneticamente manipolati per vedere se potevano essere fatti per infettare gli esseri umani.

All’inizio di quest’anno, i repubblicani negli Stati Uniti hanno sostenuto che il virus potrebbe essere stato geneticamente modificato e nella loro accusa citavano proprio un’intervista fatta a Baric nella quale affermava che era possibile progettare un virus “senza lasciare traccia”.

Altri ricercatori che riprende sempre il Daily Mail sono: il professor Peter Palese, esperto di microbiologia della Icahn School of Medicine di New York, il professor Stanley Perlman, dell’Università dell’Iowa, Professor Charles Calisher, esperto di microbiologia alla Colorado State University, il professor Bernard Roizman, esperto di microbiologia, Università di Chicago.

Il parere di uno dei ricercatori che afferma la teoria della fabbricazione del virus in laboratorio

Il biologo molecolare prof. Richard Ebright, della Rutgers University, ha riferito al The Daily Telegraph che dopo l’addendum di giugno che ha rivelato che Daszak aveva collegamenti con l’istituto di Wuhan, inoltre che gli altri 27 firmatari sono stati invitati a offrire i propri interessi in competizione.

Ebright dunque dice alla testata che ha svolto questa indagine che “incredibilmente, solo Daszak sembra averlo fatto”.

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